Se l’idea diventa un lavoro: la BCC cerca progetti “giovani” da finanziare

16/02/2018 - Idee fresche, cervelli “smart”. Insomma, energia giovane. È su questo che vuole investire la BCC di Fano – con il sostegno dell’amministrazione comunale e la collaborazione del Centro per l’impiego – attraverso un’iniziativa che non lascia spazio a malintesi. Si chiama “Laboratorio Giovani Idee”, e rappresenta una vera e propria scommessa sulle intuizioni degli under 40. Che potranno proporre i loro progetti e sperare anche di ottenere ciò che solitamente manca per realizzare i propri sogni: il denaro.

Diciotto anni compiuti, spirito di gruppo e tanta voglia di fare: per partecipare non serve altro. Non è necessario neppure essere soci o clienti della banca, perché la BCC ha voluto aprire le porte a tutti i giovani della comunità. L’unico “limite” sono le quattro aree tematiche già stabilite: “Giovani soci” (progetti per gli associati non ancora adulti), “Iniziative sociali” (progetti per la collettività), “Lavoro e Formazione” (idee per facilitare l’ingresso nel mondo delle professioni e per agevolare la realizzazione di esperienze formative o lavorative) e “Marketing territoriale” (progetti per lo sviluppo strategico della territorio cittadino, inteso come vero e proprio brand).

I tempi? L’incontro inaugurale si terrà alle 18 di giovedì 22 febbraio, nella Sala della Concordia del Comune di Fano. L’appuntamento è libero, ma occorre prima iscriversi all’indirizzo www.bccdifano.it/laboratoriogiovani. Sono già 88 i nominativi registrati, e la BCC non nasconde la sua soddisfazione per questo primo riscontro. Il 28 febbraio sarà invece il termine massimo per aderire al laboratorio, mentre il progetto dovrà essere pronto per ottobre. A quel punto i lavori – tassativamente realizzati da gruppi di più persone – verranno presentati al consiglio di amministrazione della banca. Se idonei, i vari proponenti riceveranno il finanziamento necessario per concretizzare le loro idee durante il 2019. Potrebbe trattarsi di progetti a tempo, ma anche dell’avvio di attività durature. Di certo, per i giovani, si tratta di un’occasione da cogliere.

I promotori vogliono fare dei ragazzi i veri protagonisti dell’innovazione. E delle loro stesse vite. Perché sempre più spesso i giovani hanno spunti interessanti, magari hanno pure le competenze per realizzare qualcosa di valido, ma mancano i mezzi. Da oltre un ventennio, la BCC di Fano mette a disposizione borse di studio, prestiti universitari e bonus bebè per le giovani coppie che decidono di allargare la famiglia. Non è un caso, dunque, se il vicedirettore vicario della banca Marco Pangrazi ha parlato di un “progetto ambizioso che s’inserisce in qualcosa di più articolato”, ricordando come in un mondo interconnesso come questo, con una forte internazionalizzazione, sia bene chiedere ai giovani di tornare nella loro comunità. “E si tratta di qualcosa che i ragazzi capiscono meglio di quanto pensiamo”, ha concluso.

“Un territorio ha valore aggiunto se si collabora e si fa rete”, ha detto il sindaco di Fano Massimo Seri. Lo scopo dell’iniziativa è proprio quello di mettere i giovani al centro del sistema, di creare una sinergia tra loro, per tirar fuori delle idee innovative a vantaggio dei giovani stessi e dell’intero territorio. “Sarà un modo per responsabilizzare le persone tra i 18 e i 40 anni”, ha detto Monica Pucillo dell’ufficio soci e relazione esterne BCC. E se per Seri si tratta soprattutto di portare energie nuove nell’economia della città, il direttore del Centro per l’impiego Marco Domenicucci ha sottolineato proprio quanto siano pochi i giovani inseriti nelle aziende locali, “e pochi giovani – ha detto – significa poca energia”. Secondo il numero uno del Job occorre individuare le traiettorie professionali del ragazzi, in “una fase di grande evoluzione che fa sì che l’oggi non sia uguali al domani, e in cui occorre cogliere le diverse capacità”. Interpretare il presente per costruire il futuro, e chi ha idee fresche deve metterci del suo, in modo creativo e con una mente snella. “Oggi siamo nella fase dell' industria 4.0, il terziario ha un ruolo centrale, ma spesso mancano le competenze. Le grandi aziende – ha aggiunto Luccio - ci dicono che non forniamo loro le figure che cercano”. Formare e agevolare i giovani pare essere l’unica soluzione.


di Simone Celli
redazione@viverefano.com






Questo è un articolo pubblicato il 16-02-2018 alle 19:38 sul giornale del 17 febbraio 2018 - 567 letture

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