Aset, illegittimo il premio al presidente deciso a posteriori

2' di lettura Fano 22/01/2018 - Come tutti ben sappiamo, Aset Spa è una società partecipata “in house”, interamente pubblica, che fornisce ai cittadini dei Comuni soci alcuni servizi pubblici locali a rilevanza economica, tra cui i principali sono il servizio di igiene ambientale ed il servizio idrico integrato.

Questo vuol dire che la missione di Aset Spa non è quella di produrre utili di impresa da suddividere tra i soci, ma di fornire i migliori servizi ai cittadini utenti al minor costo possibile. Nella realtà della delibera di premialità del presidente Aset non c’è alcun collegamento di causa-effetto tra i parametri economico finanziari proposti, con quelli che dovrebbero essere gli obiettivi fondamentali dell’azione di governo dell’azienda, sulla base del suo scopo sociale e della sua missione.

Oltretutto é in contrasto con qualsiasi criterio incentivante, e con le leggi vigenti, la pratica risibile di deliberare nell’anno successivo a quello di competenza i parametri da raggiungere per la premialità nell’anno precedente. I risultati economici che doveva raggiungere nel 2017 il Presidente/Amministratore Delegato per conseguire il premio li decidiamo oggi? E’ evidente che ad oggi si sa già quali saranno le performance economiche risultanti nel bilancio 2017.

Quale incentivo c’è nel definire un premio a risultato già raggiunto, dato che siamo a gennaio dell’anno successivo? Senza voler esprimere alcun giudizio in merito all’operato della persona interessata, che sarà stato sicuramente valido, osserviamo semplicemente che questa pratica non è un incentivo, ma uno mero extracompenso che viene riconosciuto a posteriori, pratica espressamente vietata dall’art. 11, nono comma, lettera c) del D.Lgs 175/2016 (testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, meglio noto come decreto Madia). “c) il divieto di corrispondere gettoni di presenza o premi di risultato deliberati dopo lo svolgimento dell'attività, e il divieto di corrispondere trattamenti di fine mandato, ai componenti degli organi sociali” Va peraltro osservato che la suddetta disposizione non è stata recepita nello statuto di Aset, ma tale omissione non giustifica il mancato rispetto della norma, costituendo se mai un’aggravante.

Per tale motivo provvederemo a denunciare l’irregolarità della delibera alla Procura della Corte dei Conti, per la determinazione del danno erariale in carico agli amministratori comunali che l’hanno proposta ed ai consiglieri comunali che l’hanno votata.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-01-2018 alle 18:16 sul giornale del 23 gennaio 2018 - 485 letture

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