Saldi, partenza a rilento in attesa dei super-sconti. La periferia meglio del centro

saldi 10/01/2018 - Zero code, pochi acquisti, scarso entusiasmo. Niente di nuovo sotto il sole dei saldi fanesi, soprattutto nel centro storico: le prime impressioni ricalcano l'andamento iniziale dello scorso anno. Ma c'è una speranza, ovvero quella che i negozi vengano presi d'assalto in extremis, quando si concentreranno gli sconti maggiori. Mentre in periferia l’artigianato di qualità può anche sorridere.

Una realtà a due facce, che vede il centro annaspare e gli esercenti di Fano Center - e dintorni - godere di maggiore fortuna, soprattutto se commercializzano prodotti selezionati. “Chi vende merce più particolare se la passa meglio di altri”, afferma Fausto Baldarelli, responsabile sindacale CNA di Fano, secondo cui ad alcune attività dei complessi commerciali di Bellocchi di Fano le cose starebbero andando discretamente. “Le aspettative – ha detto – sono state rispettate, soprattutto quelle di chi vende prodotti artigianali o alimenti di qualità”

Continuità: sembra questa la parola d’ordine per gli esercizi del centro storico, e non è di certo un buon segno, dato il trend negativo degli ultimi anni. Da qualche tempo, a Fano, è cambiata la mappa dei consumi, ed è proprio all’interno delle mura che si respira l’aria più rarefatta. “Secondo molti negozianti siamo sulla linea dell’anno precedente – ribadisce il segretario della Confcommercio fanese Francesco Mezzotero - e non stiamo di certo parlando di un’annata eccezionale. Siamo sempre su un livello di sopravvivenza, si pagano le spese e ci si ricava un minimo stipendio. L’Istat dice che la crisi stia passando, ma noi ancora questo miglioramento non lo vediamo”. Anche Mezzotero conferma che la periferia sia ormai diventata, paradossalmente, il nuovo centro: quello dello shopping. Mentre il negozio di quartiere, oramai, offre, soltanto i servizi strettamente necessari per i residenti.

Tra Black Friday e sconti natalizi, il mese di dicembre si è chiuso con ben più di una soddisfazione, seppur senza particolari entusiasmi. Le file di una volta sono soltanto un ricordo, ed è così pure in questo inizio 2018. Anche perché molti negozianti applicano sconti continui che rendono il periodo dei saldi - cominciato lo scorso 5 gennaio e che terminerà il prossimo 1° marzo - meno significativo di un tempo. Ma se le cose, ora, vanno di nuovo a rilento, si confida nell’ultima tranche. Il trend è chiaro: oggi molti potenziali clienti entrano nei negozi, guardano i prodotti, li provano – nel caso dell’abbigliamento -, ci pensano su ma poi non comprano. Sanno che, se avranno pazienza, potranno avere la stessa merce a un prezzo presumibilmente ancora più basso. Sempre se non andrà esaurita. “Si parte con sconti iniziali del 20-30% - sottolinea Mezzotero - poi si va ad aumentare. La gente sa che, a distanza di qualche settimana, si può arrivare anche al 70%”.


di Simone Celli
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Questo è un articolo pubblicato il 10-01-2018 alle 18:40 sul giornale del 11 gennaio 2018 - 820 letture

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