Web-dipendenza, il 5,8% dei giovani è a rischio. A Fano un convegno sulla rivoluzione digitale

09/01/2018 - I nati dopo il 2000 hanno un cervello diverso dagli altri, e a modificarlo è soprattutto la tecnologia. Parte da questo assunto il convegno che si terrà venerdì 12 gennaio - alle ore 9 - presso la Sala della Fondazione Carifano di via Montevecchio, dal titolo “INTER-NET, clinica, ricerca, istituzioni e cultura dell’ultima rivoluzione sociale”.

L’incontro – moderato dal noto giornalista Gad Lerner - è promosso dal Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’Area Vasta 1, dalla Cooperativa IRS l’Aurora, dalla Cooperativa Labirinto e dall’Associazione Virtual View in Psychology, in collaborazione con la Fondazione Carifano. Sarà l’occasione per illustrare e analizzare i dati di un’indagine il cui scopo è monitorare e prevenire patologie e disturbi legati al benessere dei più giovani. “Il convegno - ricorda Stefano Brecciaroli, psicologo e psicoterapeuta della Cooperativa Crescere - mette insieme più punti di vista attraverso un approccio non specialistico, per restituire al territorio il risultato dei dati raccolti sul territorio stesso”.

L’indagine è stata condotta su un campione così significativo da vantare un primato a livello europeo: nessuno, nel continente, ha mai fatto di più. Il questionario è stato sottoposto a 2500 ragazzini tra gli 11 e 14 anni residenti nel Comune di Fano, ed è emerso che il 2,2% del campione soffre di dipendenza da tecnologia digitale, mentre il 5,8% può dirsi a rischio. Numeri che invitano a non trascurare i cambiamenti in atto, con i loro risvolti sul fronte neuropsicologico, sociale, relazionale e familiare. Per questo è stato ideato - e già eseguito - sul territorio fanese un progetto di prevenzione che ha coinvolto genitori e insegnanti delle scuole elementari, un’iniziativa che verrà poi estesa anche a Pesaro.

“Con internet abbiamo maturato un modo diverso di pensare. Il cervello – afferma Piergiovanni Mazzoli, psicoanalista e responsabile della sede fanese del Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’Area Vasta 1 - si modifica a seconda di ciò che facciamo e di come lo facciamo, e questi cambiamenti avvengono proprio a livello organico. Siamo di fronte a una rivoluzione unica, la più importante dopo l'introduzione del telaio meccanico, perché altera i comportamenti, le abitudini e il cervello stesso delle persone”. Mazzoli specifica, poi, che il convegno sarà del tutto acritico, senza demonizzazioni né esaltazioni della tecnologia. L’obiettivo è rendere più consapevoli famiglie e istituzioni.

Secondo gli esperti, è sbagliato credere che il problema dipenda innanzitutto dal tempo trascorso di fronte allo schermo di un computer o con il telefono in mano. Non è soltanto una questione di quantità, ma anche e soprattutto di qualità. È fondamentale analizzare come ci si comporta quando il monitor è acceso, ma anche quando è spento, per capire se scatta la molla dell’astinenza. Giovanna Diotallevi, direttrice del Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’Area Vasta 1, sottolinea come molto dipenda dall'indole del singolo, che può essere più o meno incline alla socializzazione e, di conseguenza, più o meno esposto a problematiche come dipendenza, dissociazione dal reale, deficit cognitivi e difficoltà ad sviluppare un pensiero critico.

La Rete va però osservata in modo neutrale. I promotori del convegno invitano le famiglie a fare i conti con le nuove tecnologie adattandosi al cambiamento in modo consapevole. Citando Umberto Eco, Mazzoli afferma che “non si può costringere un ragazzo a consultare la Treccani, ma gli si può suggerire di cercare informazioni su più siti, abituandolo a fare un confronto tra le fonti e quindi ad avere ugualmente uno spirito critico”.


di Simone Celli
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Questo è un articolo pubblicato il 09-01-2018 alle 14:34 sul giornale del 10 gennaio 2018 - 914 letture

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