Si torna a parlare di Banca Marche con l'interrogazione parlamentare di Carrescia (PD)

banca marche| 24/11/2017 - Con un’interrogazione al Ministro delle Finanze l’on. Piergiorgio Carrescia riporta sotto i riflettori il tema della sottovalutazione dei crediti di Banca Marche in sede di risoluzione bancaria nel 2015.

Il parlamentare, dopo aver ricordato che “il 23 ottobre 2017 si è conclusa l’esperienza di Banca Marche che è stata acquisita da UBI Banca dopo la Risoluzione del 21 novembre 2015, preceduta da un lungo ed inefficace commissariamento disposto da Banca d’Italia e seguita dallo scorporo e cessione dei crediti in sofferenza a REV spa e, per quelli di difficile esigibilità, al Fondo Atlante”, evidenzia che dai recenti documenti di UBI emerge che la Banca di Bergamo dall’operazione di acquisizione otterrà importanti benefici per la diversa valutazione data ai crediti delle tre Banche.
In particolare dall’ “Aggiornamento del Business Plan di UBI per Includere le tre Bridge Banks acquisite (Nuova Carichieti, Nuova Banca Etruria, Nuova Banca Marche)” emerge un aumento dell’indice di solidità patrimoniale applicando i modelli di rischio di UBI alle Bridge Banks. Le c.d. RWA totali (le attività ponderate per il rischio) del gruppo UBI, dopo l’applicazione dei modelli interni dell’acquirente alle Bridge Banks, subiranno una riduzione di circa 2,3 miliardi di euro. In altre parole l’applicazione degli oculati indici UBI di copertura dei crediti delle good banks comporterà per il gruppo bancario una riduzione di circa il 20 per cento rispetto al valore degli accantonamenti così come erano stati imputati alle Banche in risoluzione. L’UBI, insomma, ha stimato quei rischi in misura decisamente minore per cui i maggiori accantonamenti allora imposti alla Banca marchigiana possono oggi essere stimati in circa 1,4 miliardi di euro, somma che copre ampiamente la perdita patrimoniale indotta con il decreto di risoluzione.
La serietà e l’oculata gestione di UBI pone interrogativi sulla precedente valutazione dei crediti delle tre Banche.
L’on. Carrescia nell’Interrogazione richiama anche i suoi due Ordini del Giorno (dicembre 2015 e giugno 2016) con i quali si impegnava il Governo a valutare l’opportunità d’intraprendere iniziative per favorire da parte degli istituti di credito che avrebbero acquisito le nuove banche-ponte condizioni di particolare favore per i piccoli risparmiatori delle banche in risoluzione e agevolate per l’acquisto di azioni e/o la sottoscrizione di obbligazioni a favore dei risparmiatori, istituzionali e privati, che avevano subito perdite dalla risoluzione del novembre 2015. Il parlamentare con l’atto ispettivo chiede al Governo di quali elementi disponga in relazione al quadro di rischio sulla base del quale è stata posta in risoluzione Banca Marche alla luce dei dati sopra riportati.

L’Interrogazione, comunica l’on. Carrescia, è stata trasmessa ai parlamentari del Partito Democratico della Commissione d’Inchiesta sulle Banche. “Ritengo che sia indispensabile comprendere le ragioni di una così rilevante discrasia nella valutazione dei crediti e questa interrogazione, mi auguro possa essere un utile atto per stimolare un approfondimento sulle responsabilità di quanto accaduto ed anche per sensibilizzare il mondo bancario locale ad una maggiore attenzione verso i risparmiatori dell’ex Banca Marche.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-11-2017 alle 09:20 sul giornale del 25 novembre 2017 - 367 letture

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