Mondolfo: ruba una borsetta al parco, arrestato poco dopo dai carabinieri

Carabinieri 550 04/11/2017 - Nel primo pomeriggio in un parco pubblico lungo via delle Regioni a Marotta di Mondolfo una donna era intenta a badare ad un bambino di 3 anni mentre giocava nel prato. Dovendo sollevare il bambino aveva appoggiato momentaneamente la borsa che teneva al braccio su di una panchina.

Ad un certo punto ha avvertito la presenza di un uomo che non la convinceva affatto, e ha deciso di seguirlo con lo sguardo finché all’improvviso, le è riapparso alle spalle e con un gesto fulmineo afferrata la borsa è scappato. La donna, ha iniziato a corrergli dietro urlando ma, preoccupata per il bambino lasciato solo, dopo pochi metri ha interrotto l’inseguimento. Nel frattempo l’uomo ha incrociato una donna in bicicletta che per lo spavento stava per rovinare a terra. Contemporaneamente una terza donna ha avvertito i carabinieri che dalla vicina caserma in pochi secondi hanno raggiunto il parco. Raccolta brevemente la descrizione del malvivente e si sono messi subito alla ricerca. Raggiunta la stazione ferroviaria hannpo individuato un soggetto che per corporatura e abbigliamento ricordava quello descritto.

Portato in caserma è stato immediatamente riconosciuto sia dalla vittima del furto che dalla donna con la bicicletta. La borsetta è stata ritrovata sulla via di fuga da un passante e restituita al legittimo proprietario. All’appello manca però il portafogli probabilmente nascosto o abbandonato dall’uomo durante la fuga.

L’uomo, A. C. 37enne rumeno senza fissa dimora ma domiciliato da anni a Fano, già noto alle forze di polizia, è stato tratto in arresto in flagranza di reato per furto aggravato e trattenuto nelle celle di sicurezza. Sabato in sede di giudizio di convalida il giudice non ha ravvisato la sussistenza della flagranza di reato come da sentenza della Corte di Cassazione n. 39131 del 21.09.2016 che prescrive il «non può procedersi all’arresto in flagranza sulla base di informazioni della vittima o di terzi fornite nella immediatezza del fatto» ma è ravvisabile solo nei confronti di «chi, subito dopo il reato, è inseguito dalla polizia giudiziaria, dalla persona offesa o da altre persone ovvero è sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima».

Il giudice non ha, quindi, convalidato l’arresto sottoponendo comunque il 37enne, in attesa del processo, all’obbligo della presentazione alla polizia giudiziaria per tre giorni alla settimana presso la caserma dei carabinieri di Trecastelli dove l’uomo ha detto di domiciliare ospite di un amico.


di Sara Santini
redazione@viveremarche.it




Questo è un articolo pubblicato il 04-11-2017 alle 15:56 sul giornale del 06 novembre 2017 - 766 letture

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