Biagiotti, Movimento Animalista: "La crisi idrica non è terminata"

09/10/2017 - La crisi idrica è un fenomeno che affligge la Provincia di Pesaro e Urbino complessivamente quasi ogni estate, ed ha raggiunto il suo picco massimo nel corrente anno 2017.

I continui prelievi delle acque fluviali ai doverosi fini acquedottistici umani, con la contemporanea carenza delle precipitazioni meteoriche, hanno praticamente reso il più grande fiume della Provincia, ovvero il Metauro, ad un rigagnolo d’acqua con le relative conseguenze distruttive nei confronti della flora e specialmente della fauna ittica. La scelta strategica dell’allora servizio acquedottistico (40 anni fa) era stata quella di approvvigionare le città di Pesaro e Fano tramite la potabilizzazione (potabilizzatore di San Francesco) e la conseguente adduzione delle acque prelevate dal fiume Metauro tramite gli sbarramenti/invasi del Furlo e di quello di San Lazzaro. Dopo più di quarant’anni da quella scelta “politico-tecnica”, oramai completamente arcaica, la situazione è visibile a tutti i cittadini, ovvero nulla più si è fatto per la diminuzione dei prelievi delle acque superficiali (dal fiume Metauro), in un contesto climatico che, dati alla mano da parte di autorità scientifiche e di ricerca, va sempre più verso alla siccità e alla desertificazione dei territori.

Quantità integrative di acqua ad uso potabile possono essere infatti captate tramite pozzi profondi in grado di prelevare risorsa idrica non proveniente da bacini naturali fluviali (fiumi). Ciò consentirebbe una diminuzione dei prelevamenti da fiume con una integrazione nelle tubazioni acquedottistiche di quantità aggiuntive di acqua, tra l’altro anche più pulita e non necessaria a processi aggiuntivi di potabilizzazione - tra l’altro anche molto onerosi per la collettività (che paga in bolletta i costi della potabilizzazione).

In questo frangente di tempo, dopo le vecchie scelte strategiche fatte nella Provincia, nulla si è più migliorato e/o risolto (Comuni, Marche Multiservizi, AAto, Prefettura ecc.). Si è solo continuato a deturpare l’alveo del fiume Metauro delle sue acque, senza una pianificazione strategica e ambientale che evitasse il peggio. Le vicine Provincie dell’Appennino Umbro-Marchigiano (vedi Perugia e Ancona), tra l’altro identiche dal punto di vista idrogeologico, approvvigionano i propri acquedotti con quantità integrative di acqua provenienti da bacini sotterranei profondi, garantendo in questo caso l’approvvigionamento di acqua al consumo umano per la popolazione, senza nello stesso tempo intaccare i deflussi minimi dei fiumi. A maggior ragione (e per di più sapendo che), nel lontano 2007 la Regione Marche aveva autorizzato la perforazione (con soldi pubblici) di una serie di pozzi profondi “prova” a ridosso di alcuni territori limitrofi alla gola del Furlo, su proposta di AAto e Marche Multiservizi, ai fini di testare, con prove di emungimento di portata, se gli stessi pozzi potevano un domani essere utilizzati come veri pozzi di emungimento ed essere quindi collegati alle reti di adduzione. Tali pozzi profondi non sono mai divenuti attivi nell’arco di questi 10 anni. Responsabilità diretta è delle Amministrazioni competenti della Provincia di Pesaro e Urbino.

Lo stallo complessivo e l’infermità delle Autorità competenti, non in grado oramai di saper risolvere con pianificazioni stategiche e ottimali i problemi del territorio, porterà ad un grave peggioramento della situazione del fiume Metauro. Perdipiù, è terribilmente imbarazzante ascoltare una serie di amministratori e dirigenti che ancora sostengono che sbarrare i fiumi esistenti sia la soluzione ottimale per la risoluzione della crisi idrica in termini di servizio acqudottistico per i cittadini, ignorando completamente le conseguenze negative per il contesto ambientale.

(Io credo che a qualcuno faccia comodo che venga utilizzato solo il potabilizzatore di San Francesco di Saltara, vedi Marche Multiservizi/Hera).

Per tutte queste ragioni è ormai giunto il momento di cambiare la modalità d'approccio a queste tematiche, l'ambiente non può sottostare alle logiche e convenienze politiche, la politica quella vera deve sempre porre al primo posto l'interesse generale tanto più su una materia come l'ambiente con si ripercuote su tutte le altre .


da Roberto Biagiotti
Coordinatore Regionale Movimento Animalista




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-10-2017 alle 07:02 sul giornale del 10 ottobre 2017 - 277 letture

In questo articolo si parla di attualità, roberto biagiotti, siccità, crisi idrica, Movimento Animalista

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aNNn