M5S: 'Volete una piscina nuova? Il fondo Cives metterà le mani anche su Fano Alta'

MoVimento 5 Stelle Fano 17/03/2017 - Abbiamo già portato alla luce una delle gravi implicazioni dell’accordo preliminare stipulato dal nostro Sindaco con Fondazione Carifano e Fondo Cives, che prevede la cessione della residenza “Don Paolo Tonucci” in cambio della realizzazione della nuova piscina.

Dopo aver precisato che l’accreditamento per i 90 posti letto di Residenza Sanitaria Assistenziale, che dovrebbero essere implementati presso tale struttura, è stato richiesto nel mese di aprile scorso ma non è stato ancora accordato dalla Regione, ora è arrivato il momento di approfondire il secondo capitolo di questa intricata operazione immobiliare.

Il Comune infatti si è anche impegnato a consentire un intervento di housing sociale da parte del Fondo Cives, che dopo aver acquisito una porzione del piano di lottizzazione di Fano Alta da un fondo immobiliare legato a Nuova Banca Marche, costruirà in quell’area 75 nuove unità immobiliari da adibire ad alloggi sociali, due terzi dei quali saranno affittati a individui e nuclei familiari svantaggiati, mentre i restanti verranno venduti a prezzi calmierati.

Oltre a ribadire il nostro scetticismo riguardo all’opportunità di procedere a nuove costruzioni quando nel 2011 a Fano gli alloggi sfitti erano 7000 (il 21,5% del totale), ricordiamo a tutti i cittadini che “Fano Alta” altro non è se non l’ecomostro di Gimarra, rimasto incompiuto a causa del fallimento di Polo Holding, che si presenta in tutto il suo splendore ad ogni sventurato che si trovi a passare per la porta nord di Fano. Per questi motivi, forse sarebbe stato più opportuno portare avanti, a favore delle famiglie in difficoltà, un’azione di sostegno abitativo che si servisse degli appartamenti vuoti già esistenti e diffusi in tutta la superficie cittadina, senza consumare ulteriormente il territorio con deturpamenti paesaggistici e soprattutto evitando di creare ghetti di nuova generazione in cui confinare il disagio sociale.

La reale necessità dell’intervento è ulteriormente messa in dubbio dal fatto che lo stesso Fondo Cives ha già realizzato 32 appartamenti di housing sociale a Bellocchi, a differenza di quanto dichiarato dal Presidente della Fondazione Carifano qualche giorno fa a Radio Fano, secondo il quale non era mai stata portata a termine un’operazione del genere nella nostra città. Eppure l’ingegner Tombari dovrebbe esserne a conoscenza meglio di noi, visto che nelle premesse dell’accordo stipulato con il Sindaco si specifica chiaramente che la Fondazione stessa figura tra gli investitori istituzionali che partecipano al Fondo.

Inoltre, se risultasse ancora sussistente il coinvolgimento di Banca Marche all’interno del Fondo (testimoniato da alcuni comunicati del luglio 2015), si configurerebbe una delicata questione relativamente all’opportunità che il Fondo Cives, finanziato da Banca Marche, acquisti l’area di Fano Alta da un operatore legato allo stesso istituto bancario. A questo punto ci chiediamo se i cittadini, pur di usufruire di una nuova piscina, siano disposti ad ingoiare non solo il rospo della privatizzazione dei servizi socio-assistenziali, ma anche quello di manovre edilizie che dietro il paravento delle finalità sociali nascondano interessi corrispondenti a logiche diverse, seppur legittime.

Marta Ruggeri, Hadar Omiccioli, Giovanni Fontana





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-03-2017 alle 15:28 sul giornale del 18 marzo 2017 - 504 letture

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