Rondina: "Colli al Metauro, la Regione Marche rispetti la legge"

referendum generico Fano 28/11/2016 - Purtroppo per la democrazia “vera”, dagli organi di informazione emergono in maniera preponderante opinioni di gruppi politici che tirano la democrazia dalla loro parte facendo leva sui 936 NO di Montemaggiore, ed oltre ai 2652 SI di cittadini che invece il nuovo comune lo vogliono.

Su questo ultimo aspetto purtroppo emerge una informazione fuorviante che non fa bene alla coscienza civica dei cittadini e del senso del loro voto democratico, il fatto stesso di pubblicare i risultati numerici dei SI e dei NO separati per ciascun comune, o titoli del tipo “Colli del Metauro frana sul No di Montemaggiore” è sintomo di una informazione tendenziosa e di una insufficiente conoscenza delle leggi in materia.

La Regione Marche non può invece che rispettare le leggi vigenti, che anche alla luce del risultato referendario, le impongono di istituire il nuovo comune Metaurense.

Le norme vigenti parlano chiaro e vi è una sostanziale differenza legislativa fra “fusione mediante istituzione di un nuovo Comune” e “fusione di Comuni mediante incorporazione”, quindi anche l’informazione ed i comunicati andavano ed andrebbero fatti tenendone conto.
Nel caso del referendum “Colli al Metauro” ovvero “nuovo comune”, diversamente dai referendum per “incorporazione” a Pesaro-Mombaroccio e Urbino-Tavoleto, “Il quesito sottoposto a referendum è approvato se è raggiunta su di esso la maggioranza dei voti validamente espressi”, mentre per entrambi i tipi di fusione “Il referendum è valido indipendentemente dal numero degli aventi diritto al voto che vi hanno partecipato”.
Gruppi politici ed organi di informazione, avevano quindi il dovere, visto che si affermano democratici (che vuol dire anche rispetto delle leggi vigenti e non solo degli umori o di chi parla di più, e con più efficacia o prepotenza comunicativa), di esprimersi pubblicamente nella conoscenza di questi enunciati di legge, mentre invece hanno evidentemente fatto solo disinformazione.

Ai sensi di legge non è del resto proprio ammesso che per “fusione mediante istituzione di un nuovo Comune” sia previsto che i voti siano “conteggiati con scrutini separati per ciascun Comune” perché ove lo scrutinio separato è d’obbligo è infatti espressamente indicato ed imposto, ad esempio per la “fusione di Comuni mediante incorporazione”.

L’unico risultato che la Regione Marche è tenuta quindi a tenere in considerazione è il seguente.

Quesito referendario: “Vuoi che sia istituito un nuovo Comune mediante la fusione dei Comuni di Montemaggiore al Metauro, Saltara e Serrungarina?”

Votanti 4.803 pari al 49,55%, SI 2652 paria al 55,21%, NO 2125 pari al 44,24%

Quindi ciò che deve fare è chiarissimo, non c’è spazio per opinioni o per interpretazioni o per tirare in ballo la democrazia ove quest’ultima verrebbe rispettata solo dando corso a quanto hanno deciso i 2652 SI.

Peraltro quando il consiglio comunale di Saltara deliberò di dar corso al progetto, io dissi nel mio intervento che non si sarebbe dovuto caricare di troppo significato il referendum popolare in quanto la legge gli affidava giustamente un valore solo consultivo, anche perché giustamente questioni così “tecnico-amministrative” i cittadini non possono conoscerle sufficientemente a fondo per decidere.
Se poi i sindaci lo hanno invece fatto alle assemblee pubbliche, hanno sbagliato, perché hanno affermato una cosa che dal punto di vista della legge vigente non si sarebbe potuta applicare, così come sta sbagliando chi con comunicati o manifestazioni sta appellandosi ai diritti dei 2125 NO, anzi dei soli 916 NO di Montemaggiore.

Ora quindi la maggioranza silenziosa dei cittadini e dei consiglieri comunali che hanno sostenuto e votato il SI, sia intransigente nel caso la Regione Marche non rispetti la sua stesse Legge.


da Maurizio Rondina
Consigliere comunale “indipendente” di minoranza a Saltara





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-11-2016 alle 10:32 sul giornale del 29 novembre 2016 - 573 letture

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