Matthias Canapini, il fuoriclasse fanese che gira il mondo per raccontare il disagio sociale

3' di lettura Fano 25/11/2016 - “Poter finalmente conciliare la mia passione di raccontare storie con il gioco del Rugby è una sensazione troppo bella”. Scriveva così il 14 novembre sul suo profilo facebook Matthias Canapini, numero 10 dell’Asd Fano Rugby alla vigilia del suo ennesimo viaggio.

Si perché Canapini, 24enne fanese, oltre ad essere una colonna portante del Fano Rugby, da tempo ha deciso di dedicare la sua vita a viaggi/racconto, esperienze che mirano a far conoscere, attraverso “diari di bordo” e fotografie, realtà ai più sconosciute e che gli hanno valso prestigiose collaborazione con Ong famose.

Due i progetti fin qui portati a termine, sfociati poi nella pubblicazione di altrettanti libri (“Verso Est” e “Il Volto dell’Altro”), ed altri in fase di realizzazione con sfaccettature però totalmente diverse dai precedenti. Dopo i viaggi in Nepal, India, Balcani e Siria, solo per citare alcune zone, Canapini questa volta ha deciso di restare all’interno dei confini nazionali, cercando di raccontare il rugby visto dal basso.

Approfittando delle tre settimane di sosta del campionato di C1, il numero 10 alla corte di coach Franco Tonelli, ha individuato 8 realtà dello stivale che “usano” il rugby per scopi sociali e ha deciso di seguirle, stando per giorni a stretto contatto con quelli che saranno poi i protagonisti dei suoi scritti. Ecco allora che, zaino in spalla e pochi spiccioli in tasca (quest’ultima avventura è totalmente finanziata dai compagni di squadra del Fano Rugby), Canapini è partito alla volta di Roma, Torino e Bologna (nei prossimi mesi andrà a L’Aquila, Scampia e Catania), città dove sono presenti squadre del tutto particolari.

“In questi giorni sono stato a Casale Monferrato, in provincia di Torino – racconta Canapini – mi sono allenato e ho vissuto con la società Tre Rose, una squadra composta da rifugiati di guerra richiedenti asilo politico. Ora invece sono a Bologna dove è presente una squadra composta da carcerati. Nei prossimi mesi, sempre in concomitanza con la sosta del campionato, andrò nella capitale per vedere da vicino i volti dei ragazzi che compongono l’unica squadra omosessuale in Italia e, sempre a Roma, farò visita ad una società che permette a bambini autistici di giocare a rugby”.

Che lo sport della palla ovale sia portatore sano di valori importanti è cosa nota e l’idea che questa disciplina possa fare da collante per raccontare storie dal forte risvolto umano esalta Canapini: “Dopo tanti viaggi in giro per il mondo – spiega Matthias – ho deciso di rimanere in Italia. Anche la nostra nazione ha tante storie da raccontare, storie fatte di emarginazione, disagio sociale e solitudine, tutte tematiche che grazie al rugby, e spero anche ai miei scritti e alle mie foto, possono uscire allo scoperto senza alcun tipo di vergogna da parte dei protagonisti”.

Ancora incerti nome e data di uscita del libro, quel che è certo è che grazie a persone come Matthias Canapini il rugby è ancora più bello.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-11-2016 alle 16:42 sul giornale del 26 novembre 2016 - 996 letture

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