Referendum costituzionale, il comitato per il SI incontra la cittadinanza

4' di lettura Fano 17/11/2016 - Nel proseguimento del percorso riformatore cominciato dalle Primarie del 2013, si è costituito il comitato promotore “Basta un SI e rinnoviAMO FANO” in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.

E’ stato approvato il 7 Novembre dallo staff nazionale come da regolamento che prevede la nascita spontanea di più comitati nella stessa città nello spirito della massima diffusione possibile.

Al fine di favorire la partecipazione, il comitato organizza un incontro conviviale aperto per sabato 19 novembre alle ore 15 presso la Pasticceria Sciù Sciù a Fano (via Roma 219) dove forniremo tutta l’assistenza necessaria a chi vorrà informarsi, trovare un punto di riferimento per la divulgazione delle ragioni del Sì, ricevere il materiale divulgativo oppure costituire essi stessi un proprio comitato assieme gli amici, amiche e colleghi .

Il Comitato è costituito da Alessandro Fichera (coordinatore), Alberto Bacchiocchi, Cristian Fanesi, Federico Perini, Francesco Torriani, Enrico Fumante, Terenzio Ciaroni, Sergio D’Errico, Walter Durpetti, Lucia Stelluti Scala, Alessandro Zaffini, Claudio Filippetti, Cristina Cesaretti, Giuseppe Franchini, Augusto Brunori, Massimo Bertozzi, Emanuela Gramolini, Vittorio D’Errico, Lorenzo Sabbatini, Monica Errede e Alessandro Pajno.

Per qualsiasi informazione contattate il 339-83 76 959, la mail bastaunsifano@gmail.com la pagina facebook “RinnoviAMO FANO” nonché il Numero verde 800 894 587 e il sito www.bastaunsi.it.

Dopo trenta anni di sforzi vani, il Parlamento è riuscito a varare con una larga maggioranza – quasi il sessanta per cento dei componenti di ciascuna Camera in ognuna delle sei letture – una riforma costituzionale che affronta efficacemente alcune criticità del funzionamento senza toccare la prima parte sui principi fondamentali.

Riassumiamo i vantaggi del SI:

  1. È superato il bicameralismo paritario (unico caso in Europa) evitando il rimpallo continuo delle leggi tra i due rami del Parlamento. La Camera avrà principalmente la funzione legislativa e darà la fiducia al Governo mentre il Senato rappresenterà le istituzioni locali e avrà la facoltà di emendare ogni legge entro al massimo 40 giorni. Sarà ridotto drasticamente l’uso improprio dei decreti legge che non permette la discussione in aula. Nell’ultima legislatura ad esempio quasi una legge ogni due per decreto. Saranno introdotte le proposte di legge a data certa entro il cui termine massimo di settanta giorni dovrà esprimersi la Camera.

  1. Si avrà finalmente una riduzione certa dei costi della politica. Sarà ridotto il numero dei parlamentari, perché i senatori elettivi passeranno da 315 a 95 (più 5 di nomina del Presidente della Repubblica) e non percepiranno indennità. I senatori sono anche consiglieri regionali o sindaci, per cui la loro indennità resterà quella dell’ente che rappresentano; Inoltre si unificheranno gli uffici delle due Camere e il ruolo unico del loro personale. L’ente riconosciuto “inutile” del CNEL sarà abolito, e con esso i suoi 65 membri; i consiglieri regionali non potranno percepire un’indennità più alta di quella del sindaco del capoluogo di regione e i gruppi regionali non avranno più il finanziamento pubblico; le province saranno eliminate dalla Costituzione.

  1. Si favorisce la partecipazione dei cittadini. Il Parlamento avrà l’obbligo di discutere e deliberare sui disegni di legge d’iniziativa popolare proposti da 150mila elettori senza rimanere nei “cassetti” come ora; saranno introdotti i referendum propositivi e d’indirizzo; si abbassa il quorum per la validità dei referendum abrogativi (se richiesti da ottocentomila elettori, non sarà più necessario il voto del 50 per cento degli aventi diritto, ma sarà sufficiente la metà più uno dei votanti alle precedenti elezioni politiche).

  1. Sono chiarite le competenze di Stato e Regioni. Con l’eliminazione delle cosiddette “competenze concorrenti”, ogni livello di governo avrà le proprie funzioni legislative. Si eviteranno finalmente la confusione e la conflittualità tra Stato e Regioni che hanno ingolfato negli scorsi 15 anni il lavoro della Corte Costituzionale. Materie come le grandi reti di trasporto e di navigazione, la produzione, il trasporto o la distribuzione nazionale dell’energia saranno di esclusiva competenza statale. Alle Regioni, oltre alle competenze proprie (come l’organizzazione sanitaria, il turismo o lo sviluppo economico locale), potranno essere delegate altre competenze legislative premiando le Regioni più virtuose.

  1. Si costituzionalizza il principio di pari opportunità a ogni livello di rappresentanza elettiva. L’articolo 55 prevede che vi debba essere equilibrio tra gli eletti donne e uomini sia a livello nazionale che regionale.

Il 4 dicembre aiutaci a cambiare l’Italia migliorando la nostra bella costituzione: Basta un Si.


dal comitato "BASTA UN SI e RinnoviAMO FANO"

www.bastaunsi.it

 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-11-2016 alle 10:15 sul giornale del 18 novembre 2016 - 2449 letture

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