No all'ospedale unico, lettera aperta del Gruppo Zero ai sindaci della provincia

ospedale di sassocorvaro Fano 17/11/2016 - Lettera aperta ai sindaci della provincia di Pesaro Urbino.

”Gruppozer0”, nell’imminente prospettiva dell’assemblea di Area Vasta, occasione che potrebbe segnare le sorti della Sanità pubblica provinciale, pone all’attenzione dei sindaci e dell’intera opinione pubblica che:

La procedura adottata dalla Regione, per scegliere il Modello sanitario e le possibili collocazioni del nuovo Ospedale Unico, risulta affetta da lacune evidenti che inducono a considerarla:

  1. ILLEGITTIMA, perché imponendo un modello sanitario di tipo baricentrico e negando ogni possibile discussione sui modelli alternativi, ha disatteso le finalità di “Area Vasta”, nata con l’intento elaborare programmi a valenza territoriale, partecipati e condivisi dai sindaci della Provincia.
  2. ILLEGITTIMA, perché ha comportato la scelta di un modello sanitario in funzione dell’assunto (mai dimostrato) che ritiene i piccoli ospedali, costosi e poco produttivi, disconoscendo che qualsiasi modello adottato, debba innanzitutto garantire l’efficienza e l’equità dei servizi sanitari sul territorio. Le Regioni, Toscana, Romagna, Umbria e la Provincia di Bolzano, ci dimostrano che la pluralità di piccoli ospedali si coniuga brillantemente con l’efficienza, l’equità di trattamento, la sostenibilità economica e ambientale.
  3. ILLEGITTIMA, perché si fonda esclusivamente su valutazioni tecniche che esprimono un condensato di concetti superficiali, imprecisi e controversi, capaci solamente di travisare strumentalmente la realtà per risultare funzionali al progetto preordinato dalla Regione.

Valutazioni confluite nella DGR n.62/2012 e nella successiva APP il cui algoritmo, opportunamente istruito con input soggettivi e parametri ampiamente insufficienti, è stato designato come il capro espiatorio di una scelta imbarazzante, improponibile in qualsiasi Paese civile.

  1. ILLEGITTIMA perché ha completamente disatteso le raccomandazioni del Gruppo di lavoro tecnico della stessa Regione Marche, che nella relazione pubblicata nel novembre 2011, evidenzia che la scelta del sito, destinato ad accogliere il nuovo Ospedale Unico, debba essere “…..accompagnata da una dettagliata analisi a criteri multipli, del tipo costi-benefici, che in particolare esegua una prima quantificazione della spesa……”.
  1. ILLEGITTIMA, perché ignora la Direttiva 2001/42/CE in materia di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), disconoscendo nel contempo gli orientamenti delle normative in progress riguardanti il consumo di suolo.

Premesso quanto sopra e considerato che la procedura menzionata, operante nel contesto di una Sanità provinciale attualmente collocata tra le ultime in Italia, per qualità e tempi di erogazione dei servizi, comporterà:

  • La perdita al 31.12.2016 degli Ospedali di Cagli, Fossombrone, Sassocorvaro (nella foto), con il contestuale depotenziamento di quello di Pergola. Scelta che oltre a determinare diseguaglianza sanitaria sul territorio, potrebbe risultare fatale nell’ipotesi di calamità che dovessero colpire i comuni dell’entroterra (Rischio sismico).
  • Una fase transitoria di almeno 6/8 anni, corrispondete ai tempi di realizzazione della nuova struttura, durante i quali i soli Ospedali rimasti attivi dovranno garantire i servizi ad una popolazione sensibilmente più numerosa. Periodo che oltre a comportare l’ulteriore decadimento dei servizi pubblici offerti, costringerà coloro che necessitassero di prestazioni sanitarie a ricorrere sempre più frequentemente alle strutture private con l’inevitabile incremento dei costi sia a carico delle famiglie che della Regione che dovrà affrontare i maggiori oneri della mobilità passiva e/o della sanità privata.
  • L’insicurezza di portare a compimento il nuovo Ospedale e le relative infrastrutture nei tempi utili, dovuta alla carenza delle necessarie risorse pubbliche e delle stime riguardanti i costi complessivi dell’operazione. Ipotesi che verosimilmente potrebbe tradursi nella realizzazione dell’ennesima incompiuta, con pesanti ripercussioni sul sistema sanitario e in particolare sulla tutela dell’intera popolazione provinciale, aggravata dalla prematura chiusura degli Ospedali minori.

Invita i sindaci della provincia a:

  1. Non rendersi corresponsabili, attraverso l’astensione o la scelta della localizzazione dell’ospedale unico, del processo decisionale imposto dalla Regione e delle relative conseguenze.

Esigere dalla Regione il riavvio dell’intero percorso decisionale, iniziando correttamente con una discussione collegiale sulla scelta del modello sanitario e della rete ospedaliera.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-11-2016 alle 15:33 sul giornale del 18 novembre 2016 - 239 letture

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