Il cicloturismo raccontato da Pino Leone, protagonista delle randonnèe d'Europa

4' di lettura Fano 06/09/2016 - L'assessore allo sport Caterina Del Bianco ha ricevuto il 1 settembre scorso Giuseppe Leone, il ciclista amatoriale che lo scorso mese di agosto ha portato a termine “la più lunga ed estrema randonnèe d’Europa”.

Giuseppe Leone fanese di adozione classe 1951, conosciuto nell’ambiente del ciclismo amatoriale con il diminutivo “Pino” in 20 anni di passione per il ciclismo ha affrontato anche le sfide con se stesso che lo hanno portato a partecipare alle più importanti e impegnative manifestazioni ciclistiche italiane come la “Granfondo Campagnolo”, “Maratona delle Dolomiti”, “Granfondo di Feltre, “Nove Colli” ed altre che gli hanno permesso di ricevere più volte il blasonato scudetto del “Circuito Prestigio”.

Giuseppe Leone fa parte della S.C.D. Fanese una società che da diversi anni raggruppa tanti cicloamatori portando avanti iniziative come la “Mediofondo della Fortuna” che è inserita, in collaborazione con altre società della provincia, nel circuito “Pedaliamo tra Mare e Colline”. Ma la voglia di migliorare gli ha fatto scoprire il mondo delle randonnèes. Queste sono gare cicloturistiche che nascono in Italia alla fine del XIX secolo. Nel 1897 un gruppo di ciclisti partì da Roma per tentare di percorrere in giornata i 230 km che li separavano da Napoli, compiendo quella che storicamente viene considerata la prima escursione ciclistica a lungo raggio di un gruppo di persone.

L’impresa, ritenuta davvero audace, dette origine all’uso di battezzare con il termine latino “Audax” la formula delle escursioni ciclistiche di gruppi capaci di percorrere 200 km tra l’alba e il tramonto. La disciplina delle randonneurs è nata in Francia nel 1904, nell’ambiente delle Gran Fondo, ad opera di Henry Desgranges (che l’anno precedente aveva creato il Tour de France). La randonneur venne definita nelle sue regole dall’Audax Club Parisien, società fondata anch’essa nel 1904, da allora, questa disciplina ha saputo coinvolgere migliaia di appassionati su tutto il territorio nazionale, grazie ad uno spirito sportivo genuino che favorisce l’aggregazione spontanea fra i ciclisti senza l’assillo del cronometro.

Essa si pone in alternativa al dilagante agonismo che sempre più caratterizza tutte le discipline sportive, proponendo un modo più tranquillo di fare comunque del ciclismo sportivo, apprezzando la compagnia ed il paesaggio. “Pino” dopo aver partecipato ad una serie di randonnèe per ottenere il brevetto, l’anno scorso ha partecipato alla manifestazione principe di questo movimento che è la Parigi-Brest-Parigi che si svolge ogni quattro anni e raccoglie partecipanti provenienti da tutto il mondo.

La scorsa edizione ha visto la partecipazione di circa 4.000 cicloamatori dei quali oltre due terzi hanno completato l’intero percorso di 1250 km entro il tempo massimo di 90 ore. Non sazio, quest’anno ha portato a termine la “1001 MigliaItalia” una manifestazione di 1.602 km. con partenza da Nerviano (MI) ed un percorso che si snoda attraverso le regioni Lombardia, Emilia, Umbria, Lazio, Liguria e Piemonte con arrivo sempre a Nerviano, il tutto da fare entro le 140 ore alla quale hanno partecipato circa 600 cicloturisti provenienti da tutto il mondo. Il grande merito di Pino è quello di contribuire a far conoscere, con il suo esempio, la parte più bella del cicloturismo amatoriale, cioè quella di abbinare lo sport inteso come miglioramento del benessere fisico con l’amore per il paesaggio e la natura alla scoperta di tanti luoghi che spesso abbiamo anche vicini ma che a causa della frenetica vita passano inosservati.

. Seguirà a fine settembre un incontro al Panathlon Fano.






Questo è un articolo pubblicato il 06-09-2016 alle 12:55 sul giornale del 07 settembre 2016 - 1213 letture

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