Un bocconiano fanese racconta la sua missione di volontariato in Kenya

2' di lettura Fano 17/05/2016 - Alessandro Montesi, bocconiano fanese, racconta la sua esperienza nello slum di Soweto.

Soweto è una baraccopoli situata nella periferia di Nairobi (Kenya), dove il diritto al cibo, alla salute e all’istruzione non è affatto garantito. La vita è molto difficile, senza servizi essenziali, tutte baracche in lamiera e cartone, senza fogne, acqua e luce. Soprattutto le donne e i tantissimi bambini pagano il prezzo più alto di questo contesto di miseria, degrado e violenza, con la piaga dell’AIDS e della dipendenza da alcol e droghe.

Lo Shalom Center de L’Africa Chiama, costruito nel 2005, ha cambiato la vita di tante persone e della comunità. Ogni mattina, alle 7,30 il Centro si anima e iniziano ad arrivare i 60 bimbi dell’asilo nido, 40 ragazzi di strada, le 25 future mamme sieropositive ed i 50 bambini con disabilità. Nei 20 giorni che ho trascorso a Soweto, in compagnia per qualche giorno di Italo e Maria Teresa, rispettivamente presidente e segretaria de L'Africa Chiama, mi è stato possibile rivedere tante persone e situazioni conosciute nel periodo dei due anni vissuti lì come cooperante.

Un ritorno molto atteso, soprattutto perché ho provato una grande felicità nel verificare che oltre 20 bimbi disabili erano usciti dal programma guariti o migliorati. Grande soddisfazione e viva gratitudine hanno manifestato i loro familiari verso i fisioterapisti e gli operatori de L’Africa Chiama per la riabilitazione impartita con amore e professionalità. Nel vedere questi bimbi, fino a 2-3 anni fa’, affetti da gravi disabilità e nascosti perché considerati una vergogna ed una maledizione ed ora mostrati con orgoglio dalle loro mamme, ho provato un’immensa gioia ed ho considerato il periodo di cooperante a Soweto il più bello della mia vita.

I bambini che ho trovato in strada in condizioni disperate, vittime di violenza e droga, dopo un lungo periodo di riabilitazione presso la scuola Don Bosco di Nairobi, sono ora degli studenti modello: la maggior parte di loro negli esami di fine anno hanno raggiunto un voto superiore a 350 (il voto massimo in Kenya è 400).

La cosa più importante è che i buoni successi che ho potuto verificare saranno senz’altro migliori grazie al lavoro continuo e compassionevole, cioè fatto con la stessa passione, del cooperante-amico Angelo Valsesia che mi ha sostituito. Ritornare a Soweto e camminare tra quelle baracche sentendomi parte della comunità e sicuro come a casa, mi conferma che Soweto è parte del mio cuore.

Con Soweto nel cuore, non dimentichiamoli! Con il sostegno a distanza, da soli 9€ al mese, si può cambiare la vita di un ragazzo di strada. Qui il sito.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-05-2016 alle 09:34 sul giornale del 18 maggio 2016 - 988 letture

In questo articolo si parla di attualità, L'Africa Chiama

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