Fusione dei Comuni, Gioventù Nazionale: "Il progetto deve essere partecipato, chiaro e condiviso"

gioventù nazionale pesaro e urbino 2' di lettura Fano 28/04/2016 - La fusione tra Comuni è una passo importante che non può essere intrapreso con leggerezza. L'identità e la storia dei nostri borghi non possono essere il motivo per esserne aprioristicamente contrari ma occorre trasparenza e condivisione.

I giovani vogliono costruire un futuro che onori quella storia e non vogliono essere spettatori passivi di scelte calate dall’alto. Per questo motivo ieri abbiamo partecipato all’incontro sulle fusioni di Saltara, Montemaggiore e Serrungarina. Con la nostra presenza abbiamo voluto sottolineare l’interesse dei giovani su scelte cosi importanti per il nostro futuro e della comunità intera.
Il relatore dell’incontro a Tavernelle era Fausto Conigli Sindaco di Trecastelli, Comune dell’ anconetano nato dalla fusione di 3 comuni minori.
Conigli ha ampiamente esposto i vantaggi economici ottenuti dalla fusione e non ha negato alcuni svantaggi. Ma quello che non ci convince della testimonianza è la diversa realtà di Trecastelli dalla nostra situazione sia per estensione territoriale che per numero di abitanti entrambi minori.

Vorremmo intraprendere un cammino comune con il coinvolgimento corale di istituzioni e cittadini, soprattutto i giovani di tutti i comuni coinvolti facendo in modo che associazioni e imprenditori possano discutere, proporre e non solo ascoltare passivamente.

Non vogliamo a tutti i costi una fusione, soprattutto se, come emerso dal dibattito, l’argomento centrale di questa operazione sono i fondi statali sbloccati a tempo determinato. Certo le cifre di cui si parla sono importanti e nessuno mette in dubbio l’importanza dei fondi (890.000 all'anno per 10 anni), ma ci si chiede quali siano le prospettive di un territorio vasto e completamente nuovo da amministrare una volta esauriti i trasferimenti. Non vorremmo che i nostri amministratori siano interessati ai denari ed incapaci di amministrare un territorio cosi vasto (circa 47 km/q).
Considerato, se pur con cautela, l'ennesimo provvedimento sbandierato dal governo Renzi in favore dello sblocco "sperimentale" del patto di stabilità, l'ottica in cui dovrebbe andare lo studio di fattibilità non può essere quella della mera conta dei trasferimenti statali! Lo studio deve essere pensato come eredità per gli amministratori a venire! Futuro e prospettive queste sono le risposte da dare oggi ai cittadini quando parliamo di fusione!

Dobbiamo dire un forte NO a questo modo di operare che getta fumo negli occhi alla cittadinanza, illustrando solo una parte dei benefici e dando per già costituita la “nuova città alle rive del Metauro”. Il referendum sarà il vero appuntamento di questa fusione e se il modo di arrivarci è questo, Mombaroccio e Tavoleto insegnano!





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-04-2016 alle 16:44 sul giornale del 29 aprile 2016 - 128 letture

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