La lettera: "Ospedale unico, una storia infinita"

planimetria territoriale Ospedale Unico 3' di lettura Fano 18/03/2016 - Ammesso e non concesso, si usa dire. Appunto. Non concediamo nella maniera più assoluta che vi sia tutta questa necessità di costruire il famigerato ospedale unico, divenuto ormai più che una leggenda metropolitana una stucchevole pantomima che ottenebra fin troppi cervelli e distoglie al contempo energie più utili altrove.

Se e quando (per non dire come) esso dovesse sorgere non sarebbe che la versione ridotta (in definitiva, una pessima brutta copia che scimmiotta il modello originale) del nosocomio di Torrette di Ancona, esso sì il centro deputato a buon diritto a riunire le eccellenze mediche a livello regionale. E che ne sarebbe della rete degli ospedali attuali, capaci di garantire un’assistenza puntuale su un territorio vasto e variegato come quello provinciale? Lo scenario da tabula rasa che si prospetta per i siti esistenti fa rabbrividire chiunque abbia anche un semplice mal di testa. Guai ad ammalarsi, quindi, perché in tal caso, viste le distanze, si correrebbe il serio rischio di tirare le cuoia per strada, prima ancora di scorgere da lontano l’agognato traguardo. E che vogliamo dire delle spese? Siamo proprio certi che edificare, avviare e gestire a regime il nuovo polo, con tutte le opere a corredo di cui abbisognerà, sia più economico che amministrare, preservandolo al meglio, ciò che già c’è? Al riguardo, saremmo curiosi di vedere nel dettaglio un serio studio di fattibilità che, enumerando oneri certi e vantaggi perseguibili, metta a confronto le due opzioni. Dubitiamo tuttavia che un simile documento esista e se anche ci fosse le abili distorsioni cui ci ha abituati la pseudo-politica nostrana sarebbero in grado di fargli dire tutto e il suo esatto contrario.

Ma ammettiamo (per assurdo, beninteso, alla luce di tutto quanto sopra) che sussista davvero l’opportunità di realizzare la struttura. Il sano buon senso e la razionale valutazione della problematica porterebbero senza ombra di dubbio a individuare nella zona di Chiaruccia l’area utile allo scopo. Perché in tal senso possiede tutte le prerogative ideali, dal punto di vista geografico, morfologico, patrimoniale, infrastrutturale e via elencando una lunga serie di peculiarità che fanno impallidire ogni altra possibile candidatura, ad iniziare da quella delirante di Fosso Sejore per concludere con l’ipotesi improponibile di Muraglia. Non concediamo infine che la decisione (già presa e da un pezzo nella stanza dei bottoni ?) sia proditoriamente appannaggio di un partito, di un sindaco in carica nel capoluogo e di chi in quel ruolo l’ha preceduto, quando la delicatezza dell’argomento imporrebbe una consultazione popolare o quantomeno un confronto con i legittimi rappresentanti delle comunità locali. E ammetteremo allora (quasi pretendendolo) che un altro primo cittadino, il coerente Seri, ne canti finalmente quattro a lorsignori, esigendo rispetto per sé stesso e per le regole democratiche. Otterrà così il consenso di tutti, a qualsiasi schieramento appartengano. E quanti per partito preso dovessero ostinarsi a negarglielo saranno a cose fatte colpevoli alla stessa stregua di chi lo sta ora pugnalando alle spalle.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-03-2016 alle 08:14 sul giornale del 19 marzo 2016 - 570 letture

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