Tagli, preoccupati i dipendenti della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino

Camera di Commercio di Pesaro e Urbino 3' di lettura Fano 28/01/2016 - In questo periodo di profonda riforma della pubblica amministrazione, anche sulle Camere di Commercio si sta abbattendo la mannaia del governo centrale con il dichiarato intento di ridurre la spesa ma, più verosimilmente, con il malcelato obiettivo di conquistare facili consensi e favorire pochi a scapito di molti.

I dipendenti della Camera di Commercio di Pesaro-Urbino esprimono tutta la loro preoccupazione di fronte alle indiscrezioni sul contenuto del decreto attuattivo che, oltre a confermare la riduzione del numero delle Camere dalle attuali 105 a 60 e il progressivo taglio del diritto annuale, sino al 50% nel 2017, prevede la riduzione del personale in servizio del 15% per arrivare sino a tagli del 25% per le camere che si accorperanno.

Le Camere saranno private di molte funzioni, a partire dalla promozione, fino alla conciliazione, e tutto questo rischia di avere un impatto devastante sulle piccole e medie imprese che non avranno più supporto ne' di promozione del territorio, nè assistenza tecnica all'export, nè attività per l'internazionalizzazione; per non parlare di accesso ai crediti attraverso il sistema dei Confidi.

L'unica funzione che per ora rimarrà, è la tenuta del registro delle imprese, ma da più parti si pensa che l'obiettivo ultimo del Governo sia proprio quello di togliere pure questo alle Camere per venderlo magari a società private. Il Registro delle imprese, è l’anagrafe pubblica delle imprese a cui tutti devono iscriversi per gestire un’attività economica. Nel momento in cui un'impresa si iscrive acquisisce una sua identità giuridica e nel registro vengono riportate tutte le informazioni sulla vita dell'impresa: nascita, cessazioni, variazioni di proprietà. E' un registro pubblico come l’anagrafe delle persone presso il comune o delle abitazioni presso il catasto. Le Camere di Commercio poi tengono il registro dei protesti e l'Ufficio Metrico. Queste funzioni non possono essere esercitate da privati perchè solamente il pubblico può garantire la neutralità e l’indipendenza nella gestione di informazioni così importanti come i dati delle imprese, la solvibilità di un operatore o la correttezza degli strumenti di misura. Eppure esiste proprio il tentativo di smantellare il sistema camerale nell’interesse di “alcuni” che vorrebbero trarre profitto dalla gestione e dal possesso di tutte le banche dati camerali e delle competenze professionali del personale legittimamente preoccupato del proprio futuro lavorativo.

Siamo sicuri poi che tutto questo non porterà ad un maggiore aggravio di spesa per le PMI? Per inciso oggi le Camere di Commercio, che esistono da prima dell'unita' d'Italia, sono enti altamente informatizzati ed innovativi e soprattutto non gravano sulla spesa pubblica, anzi versano all'Erario i risparmi conseguiti dall'applicazione della spending review.

Per questo diciamo NO all'ipotesti del progressivo svuotamento del sistema camerale che punta a demolire una infrastruttra essenziale per il paese per favorire gruppi di interesse che pensano esclusivamente al proprio tornaconto personale.


da I Dipendenti
della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-01-2016 alle 18:50 sul giornale del 29 gennaio 2016 - 500 letture

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