La lettera: anziana di 92 anni deve pagare più di cinquemila euro di bolletta

Sospensione acqua 4' di lettura Fano 22/01/2016 - Riceviamo e pubblichiamo la vicenda capitata a un nostro lettore.

Non è la prima volta che si verifica una perdita occulta, ma questa volta la cosa fa notizia e merita di essere approfondita per la rilevanza eccezionale, per l’ammontare di due fatture dell’importo complessivo di euro 5.675,94 euro, per la categoria di utenza debole a cui è capitata. E bisogna capire il perché del ritardo di Aset nel controllare le perdite nonostante la cosa, in via di principio, fosse agevole perché il contatore della malcapitata utenza è dotato del telecontrollo; cioè un contatore dell’acqua collegato ad un apparecchio trasmettitore posto al suo fianco, che invia continuamente impulsi ad Aset che, in ogni momento, può così controllare agevolmente i consumi anomali, proprio le perdite nascoste. E’ un classico con il telecontrollo programmare una lettura sincrona di tutte le utenze collegate per rilevare ad esempio i consumi dalle tre alle quattro di notte, momento in cui in genere le utenze non vengono attivate.. Ci sono varie metodologie di controllo. E così si possono individuare le perdite e segnalarle tempestivamente. Aset può, ma non lo ha fatto. Il servizio andrebbe efficientato a tutela dei cittadini. Difatti utilizzato in modo più efficiente avrebbe consentito di rilevare le perdite. Oppure forse non conviene economicamente all’attività di impresa introdurre queste cautele a servizio dell’utenza, e forse all’azienda è più conveniente che venga fatturato il maggior quantitativo di acqua.
Questa volta la sfortuna è capitata ad una persona anziana di 92 anni, vedova dal 1973, che vive della sola pensione sociale, abituata a consumare poco, circa 30 metri cubi all’anno, con tariffa dell’acqua contenuta perché rientrante nella fascia dei consumi minimi, la fascia sociale. Beneficiava infatti proprio per questo basso consumo della tariffa agevolata pari a 0,78 euro a metro cubo. Tutti questo portava a fatture contenute. Il totale delle quattro fatture del 2014 era stato di euro 71,71. Una cifra in un anno sopportabile anche da una anziana vedova.
Invece adesso le sono pervenute due fatture da parte di Aset che certificano un consumo in sei mesi di ben 1.586 metri cubi, cioè oltre un milione e mezzo di litri d’acqua, 80 volte il suo consumo abituale, quello dello stesso periodo dell’anno precedente. La perdita è enorme ed è difficile anche da percepire. Per capirne le dimensioni occorre immaginare un palazzo a forma di cubo con ogni lato della misura di 11,6 metri. Più di tre appartamenti messi insieme uno sopra l’altro, tutti e tre pieni zeppi d’acqua. Tutta persa nel terreno. Però Aset nonostante il telecontrollo non se ne accorge. Emette il 9.11.2015 una prima fattura trimestrale di euro 2.275,93 che arriverà quando l’anziana signora si era già accorta da sola della perdita localizzata sotto il marciapiede perché affiorava dell’acqua nel terreno vicino all’abitazione. Anche Aset attiva una forma di allerta, però forse più adatta a perdite di più lieve entità. O meglio lo fa con comodo. Scrive infatti una lettera all’anziana signora con data 13 novembre, cioè 43 giorni dopo avere ufficialmente certificato l’anomalo consumo d’acqua. E la consegna con altrettanto comodo lasciandola nella cassetta delle lettere il lunedì 23.11.2015. Come un adempimento burocratico. Nella lettera c’è scritto: “si invita a verificare se il totale di 641 metri cubi in 113 giorni - 5,67 metri cubi al giorno – è da attribuire ad un reale consumo od una perdita dell’impianto”. Aset sa già tutto, di questi consumi. Non è preoccupata. Dice che esiste un Fondo Volontario per queste evenienze. Un Fondo che però non è obbligatorio, che non tutela chi non ha versato. Un fondo che comunque nel caso di questa utenza non tutelerebbe la prima delle due fatture. Si perché il fondo copre solo la seconda e non la prima. Non copre le perdite che sono a cavallo di due fatture. Con i tempi di segnalazione e recapito formale di fatture è il caso più probabile. Ad un reclamo della signora Aset dice che le perdite a valle del contatore sono per definizione di responsabilità dell’utente. E’ la normativa. Ed infatti il 23.12.2015 Aset emette una seconda fattura, recapita il 18 gennaio, dell’importo di 3.440,1. E soprattutto le ha inviato una seconda fattura, ancora più salata della prima, conteggiando tutta l’acqua ad euro 2,43 al metro cubo. Si perché l’acqua non va sprecata e se uno la consuma per perdite deve pagare così, alla tariffa massima possibile. Anzi le ha conteggiato su tutto la quota di fognatura e di depurazione anche se sa bene che l’acqua è andata nel terreno. Aset non ha depurato niente.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-01-2016 alle 12:53 sul giornale del 23 gennaio 2016 - 553 letture

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