Allo Spazio Grizzly si parla di nuove rotte e confini all'intero dell'Europa

Spazio Autogestito Grizzly 3' di lettura Fano 15/01/2016 - Sabato 16 gennaio ore 16.30, presso lo Spazio Autogestito Grizzly: incontro/dibattito "Nuove rotte e nuovi confini all'interno dell'Europa". Ne parliamo con Valentina Giuliodori, Michela Bonifazi (Ambasciata dei diritti di Ancona), Francesco Montanari (Staffetta #overthefortress di ritorno da Samos, Grecia).

Di ritorno da Samos, Grecia, proviamo a condividere alcuni spunti di riflessione sulle nuove rotte dei migranti, sui muri che vi si frappongono da una parte, e su un’accoglienza, quella “Made in Europe”, che invece di accogliere, seleziona, creando business sulla pelle di chi fugge dalle guerre di oggi.

La vecchia Fortezza Europa cerca di rifarsi una nuova facciata dall’aspetto accogliente ed umanitario sfruttando l’importante cambiamento che la composizione dei flussi migratori ha visto negli ultimi anni. Da qualche hanno, a seguito della degenerazione della situazione siriana e libica, per citarne solo alcune, la composizione dei flussi migratori ha visto aumentare il numero di quelli che conosciamo come “profughi”, ossia di chi fugge da uno stato di guerra in atto nel proprio paese, di chi, per intenderci, avrebbe già il diritto di essere accolto e tutelato attraverso il riconoscimento dello status di rifugiato. Da sempre però migrante è chi per i motivi più disparati e dai luoghi più diversi decide di mettersi in cammino.

Ed ecco che la vecchia matrigna coglie l’occasione e si trasforma in madre accogliente, o almeno questo è quello che vuol farci credere. A Idomeni, così come a Samos abbiamo visto con i nostri occhi, i confini diventare muri. Muri che fanno passare solo migranti di una certa nazionalità, come i siriani o gli iracheni, non tenendo conto di chi non ha in casa la guerra ma magari l' ha subìta per molti anni, di chi fugge da cambiamenti climatici e di chi semplicemente ha deciso di costruire il suo futuro in un luogo diverso da quello in cui, non certo per scelta, è nato.

Certo oggi qualcuno potrebbe ribattere mostrandoci le pagine di uno dei tanti giornali che hanno riportato i fatti di Colonia, fatti che non ci sono estranei. Uno stupratore rimane uno stupratore, indipendentemente dalla sua provenienza. Sarebbe assurdo pensare di risolvere il problema del maschilismo e della mercificazione del corpo della donna, di cui il capitalismo è primo promotore, bloccando il flusso migratorio. In Italia lo stupro e stato considerato reato morale (e non alla persona) fino al 1996, dovremmo avere tutti il divieto di muoverci dal nostro paese per questo? Dovrebbero tutti i tedeschi rimanere in Germania per uno, cento, mille tedeschi che hanno stuprato una donna? Il problema del maschilismo e della violenza di genere attraversa tutta la società, la investe. Vi siete già scordati del terrificante numero di femminicidi in Italia
Per noi la soluzione è sempre una è sempre la stessa: “libertà di movimento”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-01-2016 alle 13:16 sul giornale del 15 gennaio 2016 - 218 letture

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