Finita la crisi, riparte l'economia. Dati incoraggianti della CNA

Conferenza fine anno CNA 4' di lettura Fano 04/01/2016 - Si è tenuta questa mattina negli uffici del Cantiere Rossini (ex cantiere navale) la consueta conferenza stampa di fine anno della Cna provinciale.

A fare gli onori di casa è stato Alfonso Postorino, direttore del Cantiere Navale Rossini che ha ribadito "Il cantiere è appena partito, abbiamo iniziato il lavoro di bonifica delle aree operative, tra un anno e mezzo saremo pronti."

Dopo questa felice conferma, si sono analizzati i dati relativi a fatturati ed esportazioni. Dopo anni di buio, di una crisi che sembrava senza fine, si cominciano a intravedere i primi timidi segnali di ripresa per l'economia della nostra provincia, come conferma il presidente provinciale della Cna, Alberto Barilari "Un 2015 che ha portato un miglioramento, i settori più importanti che stanno ripartendo sono le costruzioni, bene in generale la manifattura e il turismo. I dati sull'occupazione stanno migliorando. L'Expo ha portato anche un ritorno al Made in italy".

Purtroppo la crisi di questi anni ha colpito duramente la nostra provincia: "L'economia si è profondamente modificata e viviamo in un mondo molto competitivo. Il mercato è sempre più difficile ma la nostra provincia si é distinta come una di quelle che ha saputo cogliere la ripresa. Registriamo nei primi 6 mesi del 2015 un aumento del fatturato del 23%. Con questo dato non recuperiamo il perso ma invertiamo la tendenza. Nel 2015 l'export è cresciuto del 10% rispetto all'anno precedente. Per il 2016 è previsto un aumento di Pil del 1,5%, ciò deve indurre ad un ottimismo di base che ci permetterà di uscire fuori da queste secche. Con 5.500 aziende in provincia, la CNA si conferma l'associazione che lavora e investe e che guarda al futuro in momento in cui occorre farlo. Ringrazio tutti i nostri soci, collaboratori e funzionari che si stanno spendendo per il bene dell'associazione."

Fatturato in crescita, oltre il 23%, ripresa trainata dalle costruzioni (+35,2%) e dalle manifatture (+29,9%). All'interno delle manifatture la ripresa del fatturato è stata stimolata soprattutto dalla meccanica (+34,4%) e dal settore del legno (+31,4%). Il tessile abbigliamento, dopo una timida ripresa negli ultimi due anni, registra invece una flessione. Bene invece il settore delle trasformazioni alimentari che continuano a crescere.

Le variazioni trimestrali indicano un andamento discontinuo, soprattutto nelle costruzioni e nella manifattura. Nella meccanica il trend di ripresa si è mantenuto costante. Secondo l’Osservatorio congiunturale di UnionCamere Marche, la provincia di Pesaro e Urbino è quella che nella regione registra la maggiore crescita media della produzione manifatturiera nel corso dei primi 9 mesi del 2015: in particolare l’andamento della produzione è stato più favorevole nella provincia rispetto a tutte le altre delle Marche. Per quello che riguarda le nuove imprese c’è da dire che la dinamica è decrescente da un trimestre all’altro nei primi tre disponibili ma il saldo tra nuove imprese e cessazioni diventa positivo dal secondo trimestre e si conferma tale nel terzo.

Nella provincia le esportazioni segnano nei primi 9 mesi del 2015 un incremento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, grazie alla ritrovata competività di alcune delle sue produzioni più importanti. In generale crescono in modo deciso non solo le esportazioni di manufatture, che costituiscono il 95% dell'export complessivo, ma anche le esportazioni dei prodotti dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca (+52,3%), e quelle dei prodotti delle attività di trattamento dei rifiuti (+63,8%). Crescono a sorpresa le esportazioni nel settore del mobile che dopo anni di caduta libera registra un importante +8,3%.

Nonostante il saldo tra imprese cessate e nuove imprese sia, seppur di poco positivo, purtroppo anche nel 2015 non si è arrestato ed anzi è proseguito il fenomeno di erosione del tessuto di imprese del territorio. Tante aziende, soprattutto le piccole, hanno continuato in silenzio a chiudere i battenti. In questi ultimi quattro anni se ne sono perse oltre 3mila. Una cifra impressionante per una realtà fatta di tante piccole e piccolissime imprese. Altre sono tutt’ora in grave difficoltà mentre tante persone hanno perso il posto di lavoro e altre sono ancora in cassa integrazione.

"Vogliamo essere coloro che costruiscono per i nostri imprenditori una strada sicura - conclude il segretario provinciale Moreno Bordoni - Siamo una comunità la cui mission è non far sentire nessuno da solo. Non abbiamo mai abbandonato nessuno, ci siamo messi al fianco dei nostri imprenditori. Nel 2015 oltre 1000 imprenditori senza confidi sarebbero falliti, spesso ci hanno chiesto un aiuto. Abbiamo creato manifestazioni importanti, come Idee in Moda, evento che ha sfondato in Bielorussia. Abbiamo accompagnato, in tre anni, 100 aziende della moda a Minsk, e creato il primo salone del mobile in Bielorussia. Ma non ci fermiamo e già stiamo guardando di penetrare in Serbia, Albania, Arabia Saudita. Questo è tanto altro ci proponiamo di fare nel 2016."








Questo è un articolo pubblicato il 04-01-2016 alle 14:31 sul giornale del 05 gennaio 2016 - 482 letture

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