Donne Fare Città: 'Sostenibilità, giustizia sociale e sicurezza: gli obbiettivi da perseguire'

luzi 26/02/2015 - Si coglie l'occasione per fare un pò di chiarezza sui temi e mettere in luce la più articolata posizione del centro sinistra fanese grazie all’utilizzo estemporaneo ma incessante da parte di diversi esponenti di Partiti e nuove formazioni del centro destra fanese sul tema dell’immigrazione, della gestione dei rifugiati chiedenti asilo e sull’allarmismo integralista a fronte di processi di carattere internazionale di estrema gravità

Si trova di grande irresponsabilità  (e risibile per i contenuti proposti) la volontà di alimentare tensioni a livello cittadino, elevando un fatto locale a causa di conflitto tra civiltà e creando confusioni, con lo scopo principale di cavalcare politicamente fenomeni che necessitano di ben altre coordinate culturali e politiche per essere affrontati correttamente, oltre che utilmente.

Sul nostro territorio e nella città di Fano esistono da molti anni comunità di straniere provenienti dall’area magrebina, dall’Africa sub sahariana, dall’Asia, dalla Cina, dall’America latina, dai Paesi dell’est, comunità ben integrate con problematiche relative a casa e lavoro simili a quelle di noi italiani autoctoni in questi ultimi anni. Molti sono i cattolici, altrettanti i  musulmani poi ci sono ortodossi e di altre religioni. A Fano abbiamo una moschea di fronte alla chiesa cattolica e comunità islamiche locali e provinciali di tutto rispetto che da anni portano i figli nelle stesse scuole dei cattolici, lavorano nelle stesse ditte, vanno dallo stesso pediatra e nello stesso ospedale e spesso nello stesso cimitero, pur avendo altro culto per la sepoltura. Questo per ricordare che l’Italia da dopo il fascismo ha abolito le leggi antirazziali e le politiche mondiali ( non fanesi ) globalizzando l’economia, i mercati finanziari, le attività industriali con politiche di sviluppo prive di regolamentazione hanno incentivato anche i movimenti migratori, sui quali oggi urge trovare soluzioni possibili, nell’ottica di sostenibilità e giustizia sociale.

L’area nord africana, Iraq, la Siria, la Libia sono profondamente instabili e l’ISIS come movimento di potere e del terrore ha preso forza, le vere comunità islamiche si sono dissociate in tutto il mondo e oggi riteniamo che l’azione diplomatica debba essere più decisa sia dall’Europa che dal nostro Paese. I rifugiati che sbarcano a Lampedusa provenienti principalmente dalla Libia (ormai un terzo solamente né arriva a destinazione) sono espressione di un esodo massiccio dalle zone di guerra e di frontiera e di scafisti malavitosi che vendono viaggi impossibili.

L’impegno politico è su queste tematiche centrali e non su un immigrato che ha bevuto o una donna /uomo con il burqa: il momento storico in cui il terrorismo e lo scontro ideologico, non religioso, stanno riemergendo (vedi i terribili eventi di Parigi e Danimarca)  si fa necessaria una ferma e decisa presa di posizione da parte dell’Europa e delle politiche europee internazionali e la politica tutta, anche quella locale, è chiamata a dare un contributo di spessore.

Detto questo, di fronte a inflazioni di legge o in flagranza di reato ogni cittadino può segnalare alle forze dell’ordine presenti sul territorio episodi ritenuti pericolosi per la comunità. L’impegno politico come donne e uomini che devono amministrare in questa fase storica questa città risiede nella volontà di creare le condizioni e il clima di convivenza civile che garantiscano ai residenti tutela, sicurezza e servizi a fronte di differenze culturali e religiose, vigili sui fenomeni emergenti e fermi nel contrastare azioni violente e di cospirazione provenienti da ogni espressione di estremismo politico e pseudo religioso.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-02-2015 alle 11:49 sul giornale del 27 febbraio 2015 - 574 letture

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