Giorno della Memoria, Vergoni: 'A noi la responsabilità di non dimenticare'

enrico vergoni Fano 26/01/2014 - Il Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo (nazismo) e del fascismo e dell'Olocausto.

Shoah è lo sterminio del popolo ebreo. Tra il 1933 e il 1945, in gran parte d’Europa gli ebrei vennero colpiti da una persecuzione durissima, culminata in eccidi di massa e in uccisioni nelle camere a gas:

- 6 milioni di ebrei morti nei lager e negli omicidi di massa perpetrati dai tedeschi e da alleati e collaborazionisti

- almeno 300.000 zingari di etnia Rom e Sinti morti nei campi di concentramento (anche se numerose altre stime riportano cifre che potrebbero raggiungere le 800.000 vittime)

- 300.000 esseri umani affetti da qualche tipo di disabilità mentale o fisica “eliminati” in nome dell’eugenetica e dell’”improduttività”

- 100.000 oppositori politici del regime nazista uccisi (in maggioranza comunisti e liberali massoni)

- 25.000 omosessuali

- 5.000 testimoni di Geova



Ecco la conseguenza della la spietata lotta contro la “diversità mentale e fisica”, che ha colpito i disabili fisici e tutti coloro che non corrispondevano ai canoni della normalità mentale: della ripugnanza verso la “diversità sessuale”, che ha portato al massacro degli omosessuali... dell’astio contro la “diversità del pensiero”, che ha scatenato gli omicidi degli oppositori politici; dell’odio verso la “diversità culturale”, che nei popoli nomadi ha l’esempio più evidente della relatività di un “mondo sedentario”, incapace di comprendere l’esistenza di modi di vivere alternativi ai “nostri”. E ancora, non ultima, la conseguenza dell’ accanimento contro la”diversità religiosa”, che ha mosso la strage di testimoni di Geova. L’Olocausto non è stato mosso solo dall’odio o da interessi politici ed economici. E’ stata la più lucida manifestazione della programmazione della morte. Non era solo l’ odio il primo motore della Shoah. Ma la maniacalità omicida dell’annientamento, della “soluzione finale” contro la diversità.



A noi dunque la responsabilità di non dimenticare, di trasmettere ai nostri figli e giovanissimi il senso del dovere della memoria; nelle scuole vediamo una generazione che è tutt’altro sterile di emozioni e arida di prospettiva, a noi fratelli maggiori e genitori l’onere di non dimenticare perché i negazionisti di oggi si collegano idealmente ai nazisti di ieri. Tutte le Istituzioni hanno il dovere della memoria come parte integrante del loro quotidiano impegno per la difesa e per la promozione dei principi di dignità della persona sanciti dalla Costituzione. Quando sono con i ragazzi che mi invitano nelle scuole in ogni parte d’Italia per parlare di poesia e non solo capisco che l’aria consumata, quella convinzione che tutto sia compromesso, che i giovani non hanno memoria ma solo interesse per il futuro mi appaiono come cose lontane e non veritiere perché quello che ho davanti è il corpo vivo di una nazione che ha ancora tanto (tutto?) da dare. Dico ai ragazzi “non abbassate la meta dei vostri sogni ma alzate l’asticella, abbiate la debolezza dei forti e fuggite dalla tristezza che è la vera nemica di ogni anima”.

Anche per questo plaudo all’iniziativa del comune di Mondolfo che ha invitato uno scrittore e attore di fama internazionale come Moni Ovadia che intratterà gli intervenuti martedì sera dalle ore 21.15 presso la Sala Conferenze della Croce Rossa Italiana di Marotta. La memoria non è ciò che ricordiamo, ma ciò che ci ricorda. La memoria è un presente che non finisce mai di passare.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-01-2014 alle 14:56 sul giornale del 27 gennaio 2014 - 688 letture

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