Comitato per la Salute Pubblica: 'Mandiamoli a casa!'

mondolfo ospedale 2' di lettura Fano 26/01/2014 - Con la delibera di riorganizzazione delle reti cliniche, adottata nel settembre dello scorso anno dalla Giunta Regionale, procede senza sosta la riforma sanitaria marchigiana. Ospedali centenari che perdono i loro primari, perché le Unità Operative complesse esistenti vengono ridotte, per trasferirsi in altri luoghi.

E’ il caso degli ospedali di Fano e Senigallia. Gli abitanti della Val Cesano sono proprio in mezzo, come tanti vasi di coccio in mezzo a vasi di ferro. Cosa fanno i sindaci e le rispettive giunte, di Mondolfo, Monte Porzio e San Costanzo per tutelare al meglio i loro concittadini? Non si sa. Nessuna assemblea in comune, nessun convegno pubblico per illustrare agli ignari residenti le novità e le azioni che si intendono intraprendere per difenderli. Nel Dicembre del 2012 i tre consigli comunali di Mondolfo, San Costanzo e Monte Porzio approvarono un ordine del giorno in comune che così recitava: “ci si impegna a chiedere con forza alla Regione Marche ed all’Asur Regionale di completare questa opera così importante per i cittadini e di confermare nella sua interezza la realizzazione funzionale della Casa della Salute di Mondolfo attraverso l’istituzione di una R.S.A. di 20 posti letto con relativo riconoscimento formale nel Piano Sociosanitario Regionale”. Sembrano tante parole al vento.

Mondolfo possiede, ancora, una struttura sanitaria invidiabile che per l’attenzione dei liberi cittadini, quelli che non hanno mai rinunciato a pensare con la propria testa, non è stato possibile smantellare del tutto nel corso degli anni. Ma cosa fa il sindaco di Mondolfo, cosa fa la sua giunta? Apparentemente nulla! Sono dietro a snocciolare percentuali sulla raccolta differenziata senza mai citare il totale dei rifiuti raccolti, il solo dato necessario per valutare appieno la convenienza del nuovo sistema adottato dal 1° gennaio 2013 oppure vantano la non applicazione della MINI IMU senza spiegare quali siano i servizi di “qualità” che continuano ad offrire. L’unica cosa certa è che hanno investito 600.000 euro per ampliare il cimitero comunale. Opera necessaria, certo, ma che metterà, di sicuro, una grande “allegria” ai cittadini. L’attuale piano socio-sanitario regionale scadrà il 31.12.2014, se “Lor Signori” non si muovono ora, subito, dovremo aspettare altri 4 anni fino al 2018 per sperare delle positive novità sulla struttura sanitaria mondolfese. Ma per quella data avremo il cimitero ampliato. Rallegratevi gente!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-01-2014 alle 12:02 sul giornale del 27 gennaio 2014 - 853 letture

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