Massimo Seri incontra le associazioni culturali: 'Sogno una piccola città degli artisti'

4' di lettura Fano 20/01/2014 - Cultura, identità e partecipazione. Queste le parole chiave attorno alle quali si è sviluppato l'incontro organizzato dal candidato a Sindaco Massimo Seri e che ha visto la partecipazione di operatori ed esponenti delle maggiori associazioni culturali presenti in città.

Un confronto voluto dalla lista civica “Noi Città” per parlare di cultura con chi nel settore opera da sempre, un momento utile a raccogliere idee e a confrontarsi su alcuni punti di un programma che vuole essere condiviso e arricchito dalla partecipazione dei cittadini. “Noi città è un contenitore che vuole racchiudere il contributo di tutti, siamo aperti a recepire consigli e proposte per la costruzione di progetti economicamente sostenibili, condivisi, partecipati e di qualità” ha esordito Massimo Seri parlando a una sala di esponenti dell'associazionismo culturale cittadino.

“Progetti che esprimano una precisa identità” ha poi sottolineato il candidato a Sindaco “un'identità che per Fano è riconducibile ad una innegabile classicità visibile nella sua storia e nei suoi monumenti ma soprattutto nel legame unico ed esclusivo con Vitruvio, un nome che porta Fano al centro del mondo”. E allora perché non pensare ad un Festival della Classicità? Un momento che permetta a tutte le forme espressive di trovare spazio, un festival preparato nel corso dell’anno dai giovani delle scuole e dalle associazioni di volontariato partendo dal basso di un tessuto sociale e culturale che cresce con la manifestazione stessa. Una sorta di show room culturale sull'esempio di quello che avviene a Sarzana con il Festival della Mente e che non racconta se stesso ma la totalità e la complessità della città che lo esprime.

La progettualità e la direzione artistica di cui necessita la città hanno riportato ad una naturale riflessione sul ruolo che alcune istituzioni hanno ricoperto via via nel corso degli anni e a un ripensamento profondo delle strutture di gestione della cultura. “La strada per una vera rivoluzione culturale di questa città comprende anche l’evoluzione della Fondazione Teatro, un organo che possa collaborare nella gestione delle eccellenze culturali della città che faccia sinergia e condivisione dei servizi e del personale”.

Per fare cultura anche i luoghi sono importanti, così tra i punti della lista civica c'è un ripensamento della sede e del ruolo del museo: “A Fano abbiamo lo straordinario complesso del Sant’Agostino, luogo eccezionale per bellezza, posizione strategica, articolazione e potenzialità funzionale. Oggi abbandonato, questo complesso può diventare il nuovo Museo della città concepito come organismo vitale e pulsante e che comprenda non solo spazi espositivi ma anche servizi culturali”.

“Anche gli eventi già esistenti vanno ripensati in un'ottica di coinvolgimento di tutta la città il Carnevale ad esempio andrebbe riconciliato con l’arte e la cultura” aggiunge Seri “Fano può e deve diventare un punto di riferimento nazionale ed internazionale e il Carnevale può e deve essere un suo elemento identitario . A questo proposito andrebbe recuperato il bellissimo lavoro fatto da Dario Fo con le scuole così come andrebbe rivitalizzata l'iniziativa “Fano città dei Bambini”.

Tutto questo va inserito nel contesto di un momento difficile per la nostra economia e i progetti non possono non fare i conti con le risorse: “Sarebbe opportuno ripensare meglio a come spendiamo i fondi che già ci sono” spiega Seri “E' necessario poi fare delle scelte e guardare all'Europa, fondamentale è saper leggere il futuro con la guida delle direttive europee, saper progettare per poter accedere ai contributi disponibili”. Uno sguardo all'Europa che non si esaurisce nel reperimento di fondi ma che abbraccia il sogno di trasformare Fano in una piccola città degli artisti sul modello delle più vivaci capitali europee, un posto dove l'arte venga bene accolta, un luogo di ospitalità per gli artisti di tutto il mondo che vogliano venire qua per produrre arte, respirare la nostra aria, il nostro cibo e il nostro stile di vita, per poi raccontarlo nei loro Paesi.

Il confronto si è sviluppato con gli interventi, i consigli e i suggerimenti dei rappresentanti delle associazioni che hanno ribadito l'importanza di una sinergia tra tutte le realtà presenti, l'esigenza di un continuo lavoro di condivisione e di partecipazione, di ascolto e di crescita comune. E' stato solo il primo di una serie di momenti di ascolto e di crescita con cui “Noi Città” vuole costruire il suo programma in un percorso che tenga conto delle esigenze, dell'esperienza e dei desideri degli operatori del settore.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-01-2014 alle 11:29 sul giornale del 21 gennaio 2014 - 646 letture

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