Ospedale Santa Croce, Sorcinelli: 'Questa sarebbe la sanità pubblica?'

federico sorcinelli Fano 18/01/2014 - Federico Sorcinelli, Segretario Provinciale de "La Destra", interviene sulla possibile chiusura dei reparti di Urologia e Ortopedia dell'Ospedale Santa Croce di Fano.

1) Qualunque cosa possa dire il Direttore Generale degli ospedali riuniti di Marche Nord, nella determina 972 del 30 Dicembre u.s. sta scritto che dall’1 Giugno p.v. a Fano non ci saranno più posti letto né per Urologia, né per Ortopedia. Il che vuol dire che forse gli interventi in day hospital si faranno ancora a Fano, ma gli interventi più importanti sicuramente si faranno solo a Pesaro.

2) E’ di un paio di giorni fa la denuncia della difficile situazione del Pronto Soccorso di Fano: a fronte di un organico che prevede 15 medici, (e già in certi periodi non sarebbero sufficienti, a nostro avviso), oggi ce ne sono in servizio solo 10: il personale è quindi sottoposto a ritmi particolarmente stressanti e ovviamente la cosa aumenta la possibilità di errori; tra le altre cose il primario manca da ben 4 anni...

3) A Pesaro contemporaneamente lamentano che si sta smontando il Centro per Diabetici, che serve circa 7.500 pazienti, che in questo caso rischierebbero di doversi trasferire a Fano. Insomma se Sparta piange, Atene non ride... e dappertutto le liste di attesa per esami diagnostici ed interventi si fanno più lunghe. Nell’interno della provincia poi, se possibile, è ancora peggio… Tutto naturalmente nel nome della famigerata spending revew, (ogni volta che si usa una parola inglese per confondere le acque c’è dietro una fregatura), insomma per risparmiare: solo che invece di ridurre sprechi e consulenze, qui si fanno tagli lineari sui posti letto e sulle prestazioni. Anche sui risparmi viene da chiedersi poi se non sia il classico guadagno del “castagnaro”, perché, ovviamente, a fronte di tanti disservizi aumenta la mobilità passiva: quello che si risparmia coi tagli è almeno pari a ciò che si spende in più per la gente che va a curarsi in Romagna o in Lombardia? E questi grandi dirigenti sanitari meritano davvero i lauti stipendi e i premi che percepiscono? Le liste di attesa si allungano, la mobilità passiva cresce: quali sono i loro meriti? Ovviamente sono premiati soltanto perché hanno saputo ridurre i costi; ma ridurre i costi, riducendo i servizi, è cosa che sanno fare tutti... ed è profondamente ingiusto: chi ha i soldi ovviamente se la cava con le strutture private, mentre la povera gente è costretta ad attaccarsi al tram….

Infine una considerazione sugli Amministratori di Fano e di Pesaro che si sono fatti incantare dagli specchietti per le allodole delle “eccellenze” promesse per il nuovo ospedale unico: oggi le loro città si ritrovano con una assistenza sanitaria in condizioni decisamente peggiori di quando hanno iniziato il loro mandato. Passi per quelli di Pesaro che si erano illusi di farsi l’ospedale nuovo e da sempre pertanto avevano sostenuto l’idea dell’ ospedale unico, ma gli Amministratori di Fano nel loro programma avevano scritto esattamente il contrario, (abbiamo sempre qualche copia del programma delle elezioni di 5 anni fa da mostrare agli increduli), con il loro voltafaccia cosa hanno ottenuto? Di certo non la gratitudine di quanti, (pazienti e operatori sanitari), hanno dovuto affrontare le crescenti difficoltà del nosocomio fanese.


da Federico Sorcinelli
segretario La Destra




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-01-2014 alle 09:51 sul giornale del 20 gennaio 2014 - 670 letture

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Tagli lineari, riduzione dei servizi, meno costi....... ma sembra che le imposte e tasse sono le uniche ad essere in aumento. C'è qualcosa che non funziona e che l'articolo, anche se ben scritto e ben esposto, non coglie. Ripeto: per che cosa si pagano le imposte e tasse se poi i servizi diminuiscono? Ultima domanda: non dovrebbero, a rigor di logica, diminuire anche le imposte e tasse?




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