L'Associazione Ferrovia Valle del Metauro replica a Tosi

Fano-Urbino 3' di lettura Fano 17/01/2014 - Ancora una volta Enrico Tosi pubblica un articolo a suo nome sulla ferrovia Fano-Urbino: la sua ossessione.

Ciò dimostra che non rappresenta ne’ un’associazione, ne’ un partito, ne’ un comitato. Non rappresenta nessun istituzione né tantomeno ha svolto incarichi amministrativi nel comune di Fano. Qualcuno lo ricorda per essere stato segretario dei Verdi di Fano ma al termine della sua gestione il partito era ridotto al lumicino. Lo definiscono ambientalista, ma consigliamo vivamente alle associazioni ed ai partiti che si ritengono tali di prendere le distanze dalle idee di tale personaggio, perché contribuiscono a rendere ridicolo chi si adopera con spirito di sacrificio e abnegazione per la difesa di nostra madre Terra.

Del resto fin dal 2005 nella rivista Ambiente, scriveva: “….la metropolitana esiste già: l’autobus di linea, che per tipo di utilizzo, percorso e tempi di percorrenza funziona esattamente come il vecchio treno, in cui i potenziali passeggeri sono in massima parte gli studenti pendolari delle scuole medie e superiori, gli stessi che a 18 anni si trasformano in automobilisti. Piaccia o non piaccia l’auto ha un formidabile vantaggio (comodità, flessibilità, rapidità, ecc.) rispetto a treno e autobus, e non tenerne conto è come mettere la testa sotto la sabbia.

Sembrano dichiarazioni di un venditore di automobili piuttosto che di un ambientalista, infatti non tengono conto di elementi come inquinamento e consumo del territorio per la realizzazione di strade e parcheggi, evitiamo poi di fare riflessioni di ordine sociale come i costi famigliari per il mantenimento delle automobili e le vittime della strada. Nel suo ultimo comunicato Tosi fa sapere che RFI ha inviato un sostanziale “aut aut” o la struttura viene acquisita da un Ente Pubblico oppure verrà ceduta ai privati. Come fa Tosi ad esserne a conoscenza? A nome di chi parla?

Sappiamo che le idee di Tosi hanno trovato un grande estimatore: il presidente della provincia Ricci, che in modo assai poco democratico e partecipativo ha ottenuto la dismissione della ferrovia. Vien da pensare che il comunicato, casomai ci fosse stato, sia stato indirizzato a lui. Allora adesso cosa succede? Per caso la provincia, un Ente pubblico destinato a scomparire che non ha i soldi nemmeno per chiudere le buche delle sue strade, dovrà acquisire 50 km di ferrovia e fare la manutenzione del percorso e alle sue opere d’arte? Oppure i costi verrano scaricati tutti sui comuni già con bilanci ai ferri corti? O peggio ancora verrà incrementata la tassazione sui cittadini? Paradossalmente i bilanci delle ferrovie sono in ottime acque e anche nel 2013 hanno realizzato centinaia di milioni di utili. Attendiamo un sussulto di dignità dai comuni della Vallata del Metauro e soprattutto dal comune di Fano e di Urbino per osteggiare questa nuova ennesima fregatura imposta dall’alto. E concludiamo ricordando che, il Consiglio di Stato a cui FVM insieme ad altre associazioni ha fatto ricorso contro la dismissione non ha ancora espresso alcun verdetto.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-01-2014 alle 20:17 sul giornale del 18 gennaio 2014 - 2912 letture

In questo articolo si parla di attualità, pista ciclabile, associazione ferrovia val metauro, Enrico Tosi, fano-urbino, ferrovia fano - urbino

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/Xez