Turismo, Pagnetti risponde ad Aguzzi: 'Serve una promozione condivisa ed efficiente'

partito socialista italiano 4' di lettura Fano 08/01/2014 - La sezione fanese del Partito Socialista risponde ad alcune affermazioni sul turismo apparse sulla stampa locale e rilasciate da Aguzzi durante la conferenza stampa di fine anno.

Non sappiamo se l'articolo, apparso su un quotidiano locale, è una “libera interpretazione” del giornale oppure il vero pensiero del Sindaco. Se per “rilanciare il turismo, nuove linee” le proposte ed il pensiero fossero del Primo Cittadino di Fano, ci verrebbe d'apostrofarlo con una famosa battuta di Totò....”Ma mi faccia il piacere...”. Bisogna riconoscere che un pregio di Aguzzi è quello di raccontare storie e di convincere la gente che sono vere. Con questa caratteristica, ha avuto successo per 10 anni, ma forse per stanchezza o perché ormai viene fuori la verità, quando si avventura in valutazioni e programmazioni settoriali come quella del turismo, farebbe bene a misurarsi con la realtà e più che rilanciare fare un bel “mea culpa”. Innanzi tutto, dato che troppe persone parlano a sproposito, sarà bene chiarire cosa si intende per turismo. Secondo la definizione del WTO (World Tourism Organization), il turismo è la pratica, l'azione svolta da coloro che viaggiano e visitano luoghi a scopo di svago,conoscenza e istruzione. Un turista è chiunque viaggi in paesi diversi da quello abituale, al di fuori del proprio ambiente quotidiano, per un periodo almeno di una notte. Va da se quindi, che il turismo non si fa andando a mangiare, a ballare, a teatro o a comprare un abito. Non si fa con le sagre, le feste, le bevute a ruota libera o le notti bianche. Non si fa con l'improvvisazione di eventi dell'ultimo momento o falciando l'erba a Luglio o ad Ottobre.

Tutte importantissime attività collaterali e necessarie, ma che riguardano un aspetto, l'accoglienza, del grande universo che contribuisce a definire l'industria del turismo. Interi territori spesso sono stati “reinterpretati” per offrire un turismo ben definito e caratterizzato. Si dovrebbe cercare di comprendere in che modo sia possibile far dialogare esigenze socio-economico-culturali con quelle strettamente culturali a favore della valorizzazione di un territorio che faccia leva sulle diverse risorse che rappresentano la materia prima “inimitabile” e che nessuno può offrire (o copiare) in qualità e quantità come nelle nostre vallate del Metauro e del Cesano. Bisogna darsi un'identità. Si vuole un turismo per famiglie, del divertimentificio, per riposo ? Fano non è “La Città dei Bambini”? Non potendo fare tutto e subito bisogna definire un progetto, coinvolgendo tutti gli operatori dei vari settori che si ritengono beneficiati, in particolare ora che i turisti pagano una tassa. Dopo il progetto, è necessaria una programmazione operativa pluriennale (almeno triennale) con esperti e professionisti. Si dovrà ripensare ad un sistema ricettivo qualitativamente e quantitativamente all'altezza della domanda con un piano particolareggiato meno limitativo dell’attuale per evitare quello che sta accadendo in questi anni allorché gli alberghi vengono trasformati in appartamenti e negozi... Assurdo!

E’ più che mai urgente ridisegnare un serio ed efficiente sistema infrastrutturale e di decoro come piste ciclo-pedonali, parcheggi, sottopassi, arredo urbano, valorizzazione delle grandi risorse archeologiche, valorizzazione delle strutture abbandonate come l'ex caserma Militare e dei Carabinieri, il convitto Vittorio Colonna, l'ex zuccherificio,... Una seria promozione, condivisa, efficace che dovrà essere programmata con largo anticipoe che abbia un filo conduttore rappresentato da una “identità caratterizzante” e che faccia leva su pochi eventi ma di buona qualità come il Carnevale invernale ed estivo, il Fano Jazz, il Fano International Film Festival, il Festival del Brodetto, la Stagione Teatrale e Lirica,... E' su questa falsariga che si potrà rilanciare, come già avvenuto da anni a Pesaro, Urbino e nella vicina Senigallia, anche il nostro turismo che è rimasto al palo pur disponendo, rispetto non solo alla nostra provincia,ma dell'intera regione, di notevoli risorse storiche, ambientali, enogastronomiche e paesaggistiche uniche, nelle loro specificità, qualità e ricchezza. Quindi cambiare passo ed approccio é il nostro impegno, non solo a parole ma con i fatti se non vogliamo perdere anche l'ultima attività economica che è ancora in grado di portare benessere prima di tutto per residenti e poi anche per i turisti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-01-2014 alle 10:36 sul giornale del 09 gennaio 2014 - 730 letture

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