Anche a Fano è arrivato il 'bike sharing' ma...

Fano 04/01/2014 - Lo scorso 18 ottobre anche la nostra città (dopo Pesaro) ha visto inaugurare ben sei postazioni di bike sharing.

Così anche a Fano è offerta la possibilità di usufruire gratuitamente (per residenti, turisti, pendolari dell’entroterra) di allettanti biciclette per una mobilità dolce in ambito urbano e suburbano. Il progetto è maturato con fondi europei per stimolarci sempre più a sembrare o diventare lembi di Comunità E. Che bella la vista di quei filari di biciclette nuove! Soprattutto agli occhi di chi (come il sottoscritto) da sempre vive in simbiosi col cavallo a due ruote ed a pedali. Ma il ciclista-cittadino, dopo l’immediata gioia per quella visione, sente un tuffo al cuore nel vedere tutte quelle bici nuove ed allineate esposte alle intemperie invernali ed agli atti di vandalismo di tante teste vuote. Poi il pensiero va alla rete di piste ciclabili della nostra città: praticamente inesistente, al contrario delle due città vicine; al punto che chi si invogliasse ad utilizzare quelle belle bici, si esporrebbe immediatamente ai tanti pericoli del far west fanese.

“L’utilizzo delle bici consentirà di vivere meglio la città, di conoscerla e percepirla nelle sue bellezze” ha detto uno degli assessori presenti all’inaugurazione. Potrebbe essere vero se i percorsi fossero segnalati, protetti e dotati di indicazioni per obiettivi mirati. Viene da pensare che il servizio primario sarebbe una razionale rete di piste ciclabili, mentre la dotazione di bici gratuite sarebbe un servizio subordinato. A Fano invece facciamo l’inverso; fosse comunque questa l’occasione per stimolare l’attuazione di tante piste ciclabili! Il cittadino-ciclista avrebbe voluto veder inaugurate quelle postazioni nella stagione primaverile (che vede rifiorire, oltre alla natura, anche l’uso della bici); avrebbe voluto vedere quei filari di allettanti bici riparati da discrete e non impattanti (In plexiglass) tettoie a protezione dalle intemperie e per non produrre precoce ferraglia; così come alcune micro-telecamere puntate sulle postazioni (vero deterrente contro i vandalismi); avrebbe voluto vedere questo innovativo servizio come frutto di uso diretto, di convinzione e amore personale di chi ci amministra e non solo come traduzione burocratica di un progetto approvato dall’alto. “Che ti frega, tanto i soldi sono arrivati!”, si sente dire spesso a proposito di Comunità europea, di Ministero, di Regione, di Provincia. Noi italiani siamo spesso indifferenti davanti a sprechi, a servizi inutili, a servizi lasciati all’abbandono o non completati, “tanto paga sempre un certo Pantalone!”. Basterebbe varcare le Alpi per rendersi conto che Pantalone non esiste, perché ci dicono: “lo Stato, l’Ente pubblico siamo noi, sono io!”. Per noi l’Ente pubblico invece è un’entità indistinta, sconosciuta, spesso una controparte.

Intanto cominciando a prendere visione delle modalità di utilizzo gratuito e a pedalare di più sarebbe comunque una delle vie per rieducarci in senso europeistico.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-01-2014 alle 14:32 sul giornale del 07 gennaio 2014 - 3188 letture

In questo articolo si parla di attualità, bike sharing, Massimo Ceresani, medaglia panaroni, bike sharing fano

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katia lumachi

07 gennaio, 09:01
Il problema più grande a proprosito dell'argomento bici cittadine è che non sono funzionali, sono così pesanti che è difficile pure portarle sul suolo pianeggiante, figurasi quando c'è da andare verso il mare o piccole salitine, sono anche molto difficili da portare perchè sono dure ed i sedili sono troppo bassi anche per persone di media altezza. Il problema non è solo quello della protezione e manutenzione delle stesse.

Negli atti di vandalismo segnalo che nel deposito, vicino al pincio, per capirci sulla statale concomitante la fermata degli autobus manca una bicicletta da circa 6 settimane e non sembra che qualcuno ci abbia fatto caso.

Riguardo il riparo dalle intemperie a fano non ci sono neanche per i pendolari autobus , possiamo figurarci che vi saranno per le bici?!

Noi utenti dei trasporti pubblici e delle biciclette continuiamo a sperare sia per l'uno che per l'altro servizio.

Allego copia della fotomedaglia pubblicata qualche settimana fa (per ricordare a Katia che la satira, nel suo piccolo, avevalo previsto...) da pubblicare se quei pigroni di Vivere la vorranno ridurre per inserirla, per esempio, dopo le due foto di Ceresani... Massimo, a proposito: ma le rubano anche a Pesaro?).
Saluti.




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