Marotta: Vergoni interviene in merito alla chiusura del passaggio a livello

enrico vergoni 3' di lettura Fano 10/11/2013 - Abbiamo appreso dalla stampa delle decisioni della giunta comunale in merito al casello di Pz Roma. Va dato il merito all’amministrazione comunale di aver sbloccato una situazione che rischiava di divenire cronica visto che ne se parlava da almeno venti anni.

Personalmente in linea di massima sono soddisfatto del progetto preliminare anche se sorgono dubbi e domande che, vista la eccezionalità dell’opera, andranno discussi con la cittadinanza ed i residenti; non si faccia lo sbaglio di farci digerire una decisione presa nelle solite stanze ma ci deve essere la massima condivisione. Di prima impressione non si può che evidenziare che mentre cerchiamo di unire amministrativamente Marotta dall’altro la si divide in due costringendo i turisti ed i residenti a giri troppo lunghi per raggiungere le proprie abitazioni e la spiaggia; non ho capito dove vanno a passare i pulmann che vogliono accedere al lungomare di Marotta specie per raggiungere i ristoranti? Non mi sembra questo un piccolo dettaglio visto che i nostri ristoratori e albergatori sono gli unici a portare gente in qualsiasi stagione dell’anno; probabilmente si pensa che vadano a passare in Via Ugo Foscolo. Il problema è dove potranno fare l'inversione di marcia visto che nel sottopassaggio di Pontesasso non riescono a girare.

Queste non mi sembrano domande secondarie, faccia la giunta i suoi calcoli prima di dare la mazzata definitiva al esile bandierina blu che ancora sventola nel nostro lungomare. Un'altra questione imprescindibile è quella delle opere compensative: se nel “pacchetto” non si pone la questione del casello e la cessione dell’aria occupata dal binario morto lato mare è meglio lasciare perdere; aggiungo poi il sottopassaggio pedonale al semaforo che doveva collegarsi col sottopassaggio della ferrovia. Come si può notare l’enfasi della giunta è del tutto fuori luogo, non si azzardino a giocare al “piccolo edile” sulla nostra pelle; si prenda tempo e si condivida con tutto il consiglio comunale e le associazioni.

Chiudere un passaggio a livello può essere facile, il difficile è aprire una nuova fase di rilancio per Marotta… ho paura di non vedere visione e lungimiranza nei progetti del Municipio ma solo il solito bidone di cemento a cui negli anni i due comuni ci hanno abituato. Se il progetto non sarà valutato e vagliato adeguatamente occorre una grande mobilitazione popolare; qui non si tratta di lotte tra schieramenti o tra partiti ma solo di cittadini che hanno il dovere di difendere la propria città, se non lo facessimo verremo meno ai nostri doveri. Siamo di fronte ad una classe dirigente che non ha idea di come si pianifica e preserva un territorio: basta vedere il centro storico di Mondolfo, uno dei più belli della provincia, ormai ridotto a parcheggio!

Tutte le poesie che ho scritto in questi anni le ho composte sui muretti del lungomare, mi scrivono da paesi lontani come Messico o Argentina immaginando la spiaggia di Marotta ed i racconti dei pescatori che da bambino mi raccontava mio nonno, sento il dovere dell’impegno, non politico ma civico per difendere quel poco di “vecchia Marotta” che ancora abbiamo. “Le mani sulla città” era il titolo di un bellissimo film del dopo guerra italiano, è il momento di togliersele dalle tasche per questo comune in cui siamo nati.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-11-2013 alle 17:51 sul giornale del 11 novembre 2013 - 1016 letture

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