Dal Fanella alla Juventus: l'intervista a Filippo Romagna, capitano della nazionale under 16

filippo romagna juventus nazionale 7' di lettura Fano 06/07/2013 - C'è un giovane ragazzo di Fano, ora ha 16 anni, che ha sempre avuto una passione spropositata per il calcio. All'età di 4 anni ha iniziato a giocare nel Fanella assieme a suo fratello Alessandro, lui non lo sapeva, ma quello è stato il primo gradino di una lunga scala che oggi lo ha portato a giocare nella Juventus. Lui è Filippo Romagna, classe 1997.

Buongiorno Filippo, tu attualmente giochi negli allievi della Juventus, ma come è iniziato tutto?

Buongiorno. Tutto è iniziato nel 2001, io avevo 4 anni, e ho iniziato a giocare a calcio nel Fanella. Ho giocato lì per circa 6 anni, poi un bel giorno, durante un torneo, mi sono trovato a giocare contro il Rimini. Lì qualcuno mi ha notato e dopo non troppo tempo mi hanno chiesto di andare a giocare con loro, avevo poco più di 10 anni e ho iniziato a fare il pendolare tra Fano e Rimini.

E poi?

E poi hanno iniziato a chiamarmi le grosse squadre di serie A. La prima proposta è arrivata dall'Inter, ma accettare avrebbe significato cambiare completamente la mia vita, io non ci pensavo nemmeno a lasciare Fano e la mia casa. Dopo la proposta dell'Inter è arrivata quella della Juventus, avevo 14 anni: a casa mia si è presentato Gianluca Pessotto. Ha parlato con i miei genitori, perché è venuto di mattina ed io ero a scuola.

Come mai hai accettato la proposta della Juventus e non quella dell'Inter?

Veramente, in un primo momento, avevo rifiutato anche l'offerta della Juventus, non volevo andarmene a Torino. E' stato Pessotto ad insistere, mi disse che prima di rifiutare sarei dovuto andare almeno un giorno a vedere quello che mi stavano proponendo. Così, con i miei genitori e con mio fratello Alessandro, me ne andai un paio di giorni in Piemonte al quartier generale della Juventus: me ne sono subito innamorato.

E così oggi giochi non solo nella Juventus, ma anche in nazionale...

Esatto! In campionato mi fanno giocare come difensore centrale, mentre nella nazionale under 16 faccio il centrocampista. In realtà da quando gioco a calcio, mi hanno fatto provare un po' tutti i ruoli.

Ma è vero che sei anche capitano?

Sì, sono il capitano degli allievi della Juventus ed il capitano della nazionale under 16. Sentire la fascia al braccio mi regala una carica maggiore e sento che devo dare il 101%.

E come è andato il campionato?

Diciamo che siamo partiti in sordina, dopo poche partite eravamo decimi e solo le prime 5 squadre accedono ai play-off. Poi però siamo riusciti a recuperare, abbiamo ritrovato la giusta concentrazione e la giusta carica, così abbiamo conquistato il quinto posto e siamo riusciti ad accedere ai sedicesimi di finale, lì abbiamo incontrato la Fiorentina e siamo riusciti a vincere, agli ottavi ci siamo trovati davanti il Catania ed anche con loro siamo riusciti a vincere...

... Insomma alla fine avete vinto il campionato?

No, il Parma ci ha fermati in semifinale. Abbiamo perso 4 a 3, dopo i supplementari, pur giocando in 10 giocatori dall'inizio della partita. Alla fine è stato proprio il Parma a vincere il campionato.

Peccato, ma tu quanti goal hai segnato quest'anno?

Con la Juventus nemmeno uno, giocando da difensore non ho molte opportunità di tirare. Con la nazionale, invece, sono riuscito a segnare 2 goal.

E a livello comportamentale?

Solo un cartellino giallo negli ultimi due anni, con la nazionale, dopo che mi hanno fischiato fallo ho avuto la reazione di lanciare via la palla... Ho commesso una leggerezza e mi sono beccato l'ammonizione. Capita...

Ma quanti allenamenti hai alla settimana?

Parecchi, con la Juventus faccio 6 o 7 allenamenti alla settimana, più la partita. Infatti abbiamo un vero e proprio college interno, non abbiamo compiti per casa e due mattine alla settimana ci alleniamo, ma quando siamo in classe si lavora a testa bassa come se fossimo in campo. Con la nazionale invece facciamo circa una partita al mese ed un paio di allenamenti prima delle partite, nell'ultimo anno sono sempre stato convocato, è davvero faticoso, ma è anche motivo di grande orgoglio per me.

Cosa sei riuscito a vincere con la nazionale?

Abbiamo fatto diversi tornei, abbiamo battuto la Francia e diverse altre nazioni. Purtroppo quest'anno ci ha fermato la Spagna. In questo momento le nazionali under 16 più forti del mondo sono proprio Italia e Spagna. Il prossimo anno spero di essere riconvocato in nazionale, ci sarà il campionato europeo under 17, sarebbe bellissimo partecipare e ancora più bello sarebbe vincere.

Tra allenamenti con la nazionale, con la Juventus e partite tu sei sempre fuori casa, giusto?

Sì esatto. Torno a casa una volta ogni 2 o 3 mesi per rivedere la famiglia.

E non hai nostalgia della tua casa e dei tuoi cari?

Da morire, soprattutto all'inizio anche perché ho un rapporto speciale con mio fratello, sono legatissimo a lui. I primi 3 mesi sono stati i più traumatici, avevo 14 anni e non è stato semplice vedere i miei genitori che tornavano a Fano mentre io rimanevo lì a Vinovo, anche per loro non credo sia stato molto facile. Ora sono passati 2 anni, ho capito che questa è la vita che ho scelto. Per fortuna mi trovo bene con il gruppo di amici e con la mia squadra.

Però non è semplice, immagino ci saranno regole rigide anche per uscire.

Sì, in genere abbiamo il coprifuoco alle 22. Il venerdì e il sabato spesso non ci fanno uscire per niente, mentre la domenica - dopo la partita - ci permettono di stare fuori fino a mezzanotte.

Ma qual'è la cosa che proprio ti manca di Fano?

Mi manca il mare di Fano! Quando iniziano i primi caldi vado in piscina con qualche amico, ma non c'è paragone con il nostro mare...

E invece qual'è il sogno che hai nel cassetto?

Io vorrei giocare in prima squadra, con la Juventus.

Tu tifi Juventus?

Bella domanda... Io ero un tifoso sfegatato del Milan, poi mi sono trasferito a Vinovo e ogni giorno sono a strettissimo contatto con i campioni di questa squadra, così un po' per volta ho iniziato ad amarla. Il mio idolo, poi, è Andrea Pirlo e anche il suo cambio di maglia dal Milan alla Juventus è stato decisivo per far cambiare il mio "credo calcistico". Quel giocatore ha dei piedi spettacolari, riesce ad incantarti.

Lo hai conosciuto?

Sì, ho avuto l'opportunità di allenarmici e di farci qualche partitella a fine allenamento. La prima squadra è davvero un altro pianeta. Allenarsi con loro di fianco è uno stimolo incredibile.

In conclusione, ma come è cambiato il rapporto con i tuoi amici? Quelli che sono a Fano e che vedi una volta ogni 3 mesi...

Sono davvero molto fortunato, quando ci rivediamo non abbiamo nessun tipo di imbarazzo e parliamo come se ci vedessimo tutte le sere. Loro sono sempre felicissimi di rivedermi e mi domandano tutto quello che ho fatto nel periodo in cui non ci siamo sentiti.

E con quelli che non sono tuoi amici? Nel senso, c'è qualcuno che conosce la tua storia e che ti riconosce qui a Fano?

Sì, è bello da morire. A volte mi salutano persone che io non conosco, ogni tanto qualcuno mi chiede: "Ma tu sei quello della Juventus?". Ecco, per loro io sono "Quello della Juventus".

Caro Filippo, dalla redazione di Vivere Fano ti facciamo tutti un grandissimo "in bocca al lupo", speriamo che la tua bella storia sia d'esempio per tanti altri giovani di Fano. La tua umiltà, nonostante le tante conquiste, è quasi disarmante e speriamo di poterti intervistare ancora, quando la tua storia sarà conosciuta anche fuori dalla città della fortuna!








Questa è un'intervista pubblicata il 06-07-2013 alle 16:01 sul giornale del 08 luglio 2013 - 17701 letture

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