Dieta e salute: si parla di colesterolo, un amico da rispettare e da conoscere

Francesco Lampugnani 7' di lettura Fano 13/03/2013 - Iniziato con lo scorso articolo, la disquisizione sui dismetabolismi più diffusi (l’iperuricemia, gotta, della scorsa volta), veniamo ora ad un’altra situazione, purtroppo molto diffusa ed a rischio, quale è l’Ipercolesterolemia ed il conseguente rischio Cardiovascolare.

I nostri giorni, sempre più caratterizzati da ritmi frenetici, lasciano sempre meno spazio alla qualità della nostra alimentazione, perché quasi sempre si è costretti a mangiare in fretta e soprattutto quello che capita, a discapito logicamente della nostra salute. A questa breve introduzione, si associa proprio lui, il “Colesterolo”, questo “Amico”/”Nemico”, che ultimamente è ormai sulla bocca di tutti, a modificare ed organizzare stili di vita, per via della stretta correlazione con il rischio Cardiovascolare, sempre più in agguato.

La parola Colesterolo, deriva dal greco e significa “Bile” (Chole) e “Solido” (Stereos). E’ una molecola grassa, che svolge numerose importanti funzioni per l’organismo (la sua completa assenza, non è compatibile), che però se aumenta oltre certi valori, diventa pericoloso. Infatti è direttamente legato ai fattori di rischio cardiovascolare. E’ una molecola lipidica, sterolica, presente in tutti i tessuti, ma in maggior quantità nel cervello, nel fegato, nella bile, oltre che nel sangue logicamente. A causa della sua struttura, ha caratteristiche idrofobiche, quindi è scarsamente idrosolubile. L’intestino lo assorbe grazie ai Sali Biliari. Il Colesterolo, oltre a quello assorbito, proveniente dall’alimentazione e che rappresenta la quantità minore e definito esogeno, è anche prodotto dal nostro organismo, nel fegato, definito endogeno, ed è di gran lunga, in maggior quantità.

Una cosa importante da mettere in evidenza in questo contesto, è quella che il Colesterolo, ultimamente demonizzato anche in ambienti scientifici importanti, dovrebbe essere ridimensionato, nel senso che, pur rappresentando un importante fattore di rischio cardiovascolare, un isolato e lieve aumento, non deve essere vissuto come una situazione traumatica. E’ l’associazione ad altri importanti fattori “Killer”, come Ipertensione e Fumo, a rappresentare un serio pericolo per la nostra salute. Ecco che molto importanti, a parte il ruolo del Colesterolo assunto con l’alimentazione comunque da limitare, risultano fondamentali altre realtà concomitanti, rappresentate da: attività fisica, fumo, ipertensione, diabete.

Vediamo ora il rovescio della medaglia e cioè la parte “buona” del Colesterolo. Come accennavo, il Colesterolo, ricopre un ruolo fondamentale in moltissime reazioni fondamentali per il nostro organismo. Infatti:
• Partecipa alla formazione ed alla riparazione delle membrane cellulari.
• E’ il precursore della Vitamina D.
• E’ il precursore degli ormoni sessuali (androgeni, testosterone, estrogeni e progesterone).
• E’ contenuto nell’Emoglobina.
• E’ il precursore dei Sali Biliari.

E’ importante evidenziare, che il Colesterolo, non è libero nel sangue, ma è legato a particolari proteine, a formare strutture complesse, chiamate: Lipoproteine. Ne distinguiamo tre tipi: 1) VLDL (a bassissima densità); 2) LDL (a bassa densità); 3) HDL (ad alta densità). Le LDL, movimentano tra il 60 e l’80% del Colesterolo. Liberano quest’ultimo sulla parete dei vasi sanguigni (questo fenomeno, rappresenta l’inizio della formazione della famosa Placca Ateromasica, tanto temuta per i fenomeni ischemici. Al contrario l’HDL, svolge una funzione opposta, rimuovendo il Colesterolo riportandolo al fegato. Ecco il motivo per cui, si dovrebbe avere un valore più del Colesterolo HDL e più basso dell’LDL. A questo particolare è legata la terminologia di “Colesterolo Cattivo” associato all’LDL e di “Colesterolo Buono” associato all’HDL. Questi particolari, ci fanno capire il perché bisogna giustamente avere in considerazione il Colesterolo per la quantità. Un parallelismo, che rende molto bene l’idea, può essere fatto con il cibo. Quest’ultimo è fondamentale per la sopravvivenza, ma se ne usiamo troppo, ingrassiamo.

Alla luce di quanto detto, iniziamo ad avere le idee più chiare. Il Colesterolo, molto utile per l’organismo, ma se presente in grande quantità, diventa pericoloso. Ecco perché si conferma molto utile per la prevenzione delle varie situazioni a rischio, parlare non solo di Colesterolo alto, ma considerare l’insieme delle varie componenti che costituiscono i fattori di rischio, come già visto. A conferma di quanto detto, recentemente sono stati introdotti dei parametri, che definiamo “Fattori di rischio Cardiovascolare” e che possiamo facilmente calcolare in maniera semplificata, dividendo il valore del Colesterolo totale per il valore del Colesterolo HDL. Per l’uomo, per essere tranquilli, tale valore deve essere inferiore a 5; per la donna deve essere inferiore a 4,5. Attualmente i valori di Colesterolo totale devono essere inferiori a 200 mg./dl (se non sono presenti fattori di rischio cardiovascolare, se invece presenti, tale valore deve essere inferiore a 160 mg./dl). Questi parametri, ci confermano ulteriormente che è necessario considerare le varie forme di colesterolo, per avere idee più chiare, circa la situazione “rischio cardiovascolare”. Un esempio ci fa capire ancora meglio. Se un soggetto ha un Colesterolo totale di 250 ed un HDL di 85, il suo fattore di rischio è di 2,94 (buono perché inferiore a 5). Se un soggetto invece ha un Colesterolo totale di 200 ed un HDL di 40, il suo fattore di rischio è di 5 (non buono).

Riporto a titolo informativo, una piccola tabella per avere a mente i valori delle diverse forme di Colesterolo:
LDL: minore di 130 mg/dl: valore ottimale. 130-160: valore nella norma. 160-190: valore alto. Maggiore di 190: valore molto alto.
HDL: minore di 40: inferiore alla norma. 40-60: nella norma. Maggiore di 60: valore ideale.

Complessivamente, quindi, appare ovvio che per tutti quanti sarebbe meglio avere valori di HDL più alti e di LDL più bassi. Alla luce di tutte queste informazioni, è ovvio che più dati prendiamo in considerazione, più completa risulterà la valutazione dei fattori di rischio e gli opportuni interventi correttivi. Ultimamente, risulta di grande aiuto, aggiungere tra le indagini anche la valutazione, a parte i valori di cui abbiamo parlato, anche della Proteina C Reattiva (PCR) e dell’Omocisteina. Per cui nelle chiacchierate tra amici, non più sostenere di avere il Colesterolo alto, ma avere i fattori di rischio Cardiovascolare alterati.

In fase di conclusione, è utile ricordare che solo il 20% (se si mangia molto male, altrimenti intorno al 10%) del Colesterolo deriva dall’alimentazione il resto deriva da quello endogeno.

Ma alla fine, in pratica, il comune lettore, alla luce di quanto esposto, come può farsi una nuova idea per come avere sotto controllo il Rischio Cardiovascolare? Ebbene, assodato che il solo valore del Colesterolo totale non ci aiuta molto, dovremmo considerare sempre anche le altre forme di Colesterolo, ricavare il fattore di rischio e di qui agire di conseguenza. E’ ovvio che la supervisione del proprio medico è scontata. E’ utile ricordare, che non è sufficiente eliminare dalla propria alimentazione i cibi che contengono molto colesterolo. Infatti ricordiamo:

1) Precursori del Colesterolo, sono i Glucidi (zuccheri e carboidrati).
2) La sintesi del Colesterolo endogeno, è catalizzata da un enzima che è l’HMG-CoA-Reduttasi (su questo enzima vanno ad agire i farmaci Ipocolesterolemizzanti, come le Statine) che viene controllato anche dall’Insulina.

A questo punto, è giusto evidenziare quali sono gli alimenti che contengono più Colesterolo:
• Organi animali (cervello, fegato)
• Tuorlo d’uovo
• Burro
• Frutti di mare (aragoste, gamberi, ostriche,cozze).
• Salumi grassi
• Formaggi grassi (pecorino, grana, parmigiano).

Allora cosa possiamo fare per migliorare il quadro dell’assetto lipidico e dei fattori di rischio cardiovascolare?
a) Impariamo ad usare sostanze naturali (come il tè verde) che inibiscono l’HMG-CoA-Reduttasi.
b) Non esagerare con il caffè
c) Prestare molta attenzione all’assunzione di grassi in genere, saturi ed insaturi. Limitare i primi e prediligere i secondi.
d) Evitare alimenti confezionati riportanti sulla composizione, la dicitura: grassi vegetali
o olio vegetale (quasi sempre è olio di palma, non buono).
e) Evitare l’uso di grassi idrogenati e margarine.
f) Limitare l’uso di formaggi e salumi grassi.
g) Limitare l’uso di Carboidrati.
h) Evitare il sovrappeso, il fumo.
i) Favorire l’utilizzo di pesce, di olio d’oliva e di semi, di legumi, frutta e verdura, ridurre complessivamente la quota calorica e soprattutto abbinare una buona e costante attività fisica, soprattutto aerobica (passeggiata a passo svelto o bicicletta), ed evitiamo di abbondare nell’alimentazione nascondendoci dietro l’ombrello protettivo dei farmaci ipocolesterolemizzanti.






Questo è un articolo pubblicato il 13-03-2013 alle 15:06 sul giornale del 14 marzo 2013 - 3005 letture

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