Carnevale di Fano: niente veline, il vero 'big' è la nazionale di calcio amputati

nazionale calcio amputati al carnevale di fano 2013 2' di lettura Fano 24/01/2013 - Storie di vita diverse ma unite dalla volontà di continuare a vivere una passione, nonostante tutto. Il “Carnevale di Fano” in programma con le sfilate dei carri allegorici e con il “getto”, il lancio di quasi 200 quintali di dolciumi sulla folla, domenica 27 gennaio, 3 e 10 febbraio, va in controtendenza, dice “no” alle “veline” e sceglie di dare spazio a dei veri “big”.

A iniziare dalla Nazionale italiana amputati di calcio che sarà ospite, domenica 27 gennaio, della prima domenica del “Carnevale di Fano”. Fondata l'8 dicembre scorso, ad Assisi, grazie al Csi, Centro Sportivo Italiano, la squadra è composta da ragazzi dai 10 ai 44 anni provenienti da tutta Italia.

A dare vita al progetto è stato Francesco Messori, 14enne di Reggio Emilia che ha pensato di unire chi, come lui, aveva subito l'amputazione di un arto ma che non aveva perso la voglia di giocare a pallone. Un anno fa, ha quindi iniziato a parlare della sua idea sui social network. A distanza di qualche mese, le risposte sono arrivate da tutta Italia, dalla Sicilia a Modena, da Ischia e Roma passando per Fano. Il gruppo è diventato squadra, capitanata da Messori, ed è già stato invitato a partecipare alla Coppa del Mondo in Messico, nel 2014 e, ad aprile, a partecipare a una amichevole in Francia.

Domenica 27 gennaio, la squadra farà un allenamento, alle ore 10, nel campo della Cooperativa Tre Ponti prima dell'amichevole con la Scuola Calcio S. Orso, in programma alle 11. Nel pomeriggio, i 12 saranno ospiti del “Carnevale di Fano” e potranno assistere alla sfilata dei carri allegorici e al tradizionale “getto”, il lancio di circa 200 quintali di dolciumi sulla folla. Parteciperà invece alla terza domenica di sfilate, il 3 febbraio, la Nazionale femminile di basket sorde. Il team ha già partecipato ai mondiali di Palermo nel 2011 e agli Europei di Konya, in Turchia, nel 2012.

Guidata dal direttore tecnico Beatrice Terenzi, la squadra, nata due anni fa a Pesaro, ha come obiettivo far uscire le ragazze sorde dal mondo del “silenzio” attraverso lo sport e integrare tra loro udenti e non udenti. Il team prenderà poi parte anche alle olimpiadi per non udenti che si terranno a Sofia, in Bulgaria, nel luglio 2013. La nazionale sorde, sovvenzionata da privati e da enti pubblici, deve la sua partecipazione alle olimpiadi anche alla società fanese chebolletta, giovane ed emergente realtà “energetica” già partner nel mondo del basket della squadra di Cantù, che milita nella serie A maschile.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-01-2013 alle 12:50 sul giornale del 25 gennaio 2013 - 536 letture

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