'Con le parole giuste': Salvatore Calleri ricorda il magistrato Antonino Caponnetto

Con le parole giuste alla Memo Fano 19/01/2013 - Venerdì 18 gennaio, alla Mediateca Montanari di Fano, nell'ambito della rassegna "Con le parole giuste" si è tenuto l'incontro dal titolo "L’impegno civile nella lotta contro la criminalità organizzata" a cui ha partecipato Salvatore Calleri, Presidente della Fondazione intitolata ad Antonino Caponnetto, magistrato italiano simbolo della lotta alla mafia.

Il giornalista Franco Elisei, direttore de Il Messaggero di Pesaro, ha introdotto così Salvatore Calleri: "Per raccontare i fatti servono le parole giuste, soprattutto se si parla di mafia e criminalità organizzata, questo è quello che fa la Fondazione Antonino Caponnetto". L'incontro ha visto la partecipazione di tanti studenti del liceo Nolfi di Fano insieme ai quali Calleri ha ripercorso la storia del magistrato. "Caponnetto guidò il Pool antimafia di Palermo accanto a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ed instaurò una visione nuova della lotta alla mafia, una visione comune del fenomeno, che portò al primo maxi processo contro Cosa Nostra. Caponnetto dopo la morte di Falcone e Borsellino disse: 'È finito tutto' ma poi capì che era ora di reagire e così iniziò ad incontrare i giovani nelle scuole per far conoscere a tutti chi fossero davvero i due magistrati".

Un impegno costante nella lotta alla mafia e alla criminalità che, nonostante la sua morte, prosegue ancora oggi grazie alla Fondazione Antonino Caponnetto, fondata nel giugno del 2003 a Firenze, presieduta da Salvatore Calleri e vincitrice nel 2012 del Premio Mediterraneo per la Legalità. L'incontro, accompagnato dalla proiezione del film "I cento passi" di Marco Tullio Giordana, si è concentrato soprattutto sul tema dell'impegno civile e dei legami tra mafia, mondo politico e paesi esteri. Calleri, inoltre, ha ricordato che: "se la mafia è il pesce, la politica è l'acqua. Oggi non serve urlare, il compito della società civile è quello d'informarsi, leggere, ragionare, non basarsi su cliché e luoghi comuni perché la mafia si nutre di questo. Bisogna fare grande attenzione a non divenire oggetto del cosiddetto 'fuoco amico', non dobbiamo credere di vivere in un'isola felice ma conoscere cosa succede intorno a noi".

In conclusione, anche il Sindaco di Isola del Piano, Giuseppe Paolini, è intervenuto in merito alla gestione dei beni confiscati alla mafia. Beni che lo stesso Comune di Isola del Piano ha deciso di gestire attraverso un progetto di cooperativa sociale legato al tema del biologico, un'iniziativa affiancata anche da don Luigi Ciotti.








Questo è un articolo pubblicato il 19-01-2013 alle 15:12 sul giornale del 21 gennaio 2013 - 1581 letture

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