Fortuna Opera Festival: 'Aspettando Don Giovanni'

3' di lettura Fano 09/01/2013 - Il progetto fonda la sua visione sull’integrazione e sulla contaminazione di diversi territori di pensiero: Teatro, Arte, Filosofia, al fine di creare non un semplice spettacolo ma un evento culturale che riflette sulla figura e sul mito del “Dongiovanni”.

Le concettualità sottese alla lettura registica dell’Opera ed al suo progetto di “messa in scena” vengono così amplificate intrecciandosi e sviluppandosi in altri ambiti del pensiero e lo stesso luogo della messa in scena travalica i confini del palcoscenico. Il coinvolgimento di un Artista visivo, che nel suo modus operandi collabora con un Filosofo, prende corpo, nell’interpretazione e nello sviluppo della visione registica attraverso una riflessione artistico/filosofica che fa dello spettacolo stesso il suo luogo di esposizione.

La piena integrazione, di quello che possiamo chiamare, perciò a “buon titolo” mostra, alle scelte registiche e scenografiche di svolgimento del racconto drammaturgico deriva, quindi, da una contaminazione di “visioni” di diverse “arti” e “pensieri” che fa, appunto di questo progetto una più ampia riflessione su quello che quest’Opera a tutt’oggi può significare.
L’eroe Don Giovanni non è dunque esso stesso privo di maschere. Ciò che ancora di vero può dirci l’opera di Mozart è che illusosi di essere libero da vincoli l’”uomo-dongiovanni” in realtà diviene schiavo del piacere che cerca nel presente, o schiavo del presente da cui cerca piacere: la ragione privata di una unità comprensiva superiore comincia compulsivamente a cercare una unità, e la trova non nel piacere, ma nella sua ricerca, nella sua costante aspirazione al raggiungimento, nel mettere in atto le strategie, perdendo così il presente, consegnandosi al futuro del raggiungimento sempre rimandato oltre, sempre al di là. La ratio umana libera conduce al nichilismo, e per sottrarsi ad esso, la ratio consegna il senso a sé come strumento: Don Giovanni diventa il tecnologo della seduzione, la rosa rossa cessa di significare come simbolo, e diviene essa stessa fine. E così alla morte di dio si sostituisce il feticcio della tecnica, non meno tirannico del dio da cui ci si mosse. La rosa si sfalda bruciandosi piano, e il rosso va verso il nero.

Per Don Giovanni, Il fine non è più l’oggetto di conquista ma il conquistare stesso. L’oggetto di conquista diventa sostituibile, e ha valore solo perché consente di mettere in atto il vero obiettivo, il sedurre. Ma non il sedurre come originario portare a sé il desiderato, né come autentico preambolo al consumo del desiderio, ma il sedurre come capacità di farsi desiderio per l’altro, condurlo alla soglia di sé, ma non a sé, perché il sé non è altro che l’attrarre, e non l’abbracciare. Il sé verso cui attrae è solo una tecnica di attrazione, che, svuotata dal suo valore di strumento, diviene il fine della reiterazione compulsiva di un volto con-fuso con la maschera. E così Don Giovanni da eroe diviene vittima, da attore del proprio destino a inconsapevole pedina del nuovo ordine imposto: la maschera si fonde al volto.

Dramma giocoso in due atti, libretto Lorenzo Da Ponte. Dal dramma “El burlador de Sevilla y convidado de piedra” di Tirso de Molina attraverso il libretto “Don Giovanni o sia Il convitato di pietra” di Giovanni Bertati per Giuseppe Gazzaniga. Musica di Wolfgang Amadeus Mozart. Prima esecuzione, Praga, Nationaltheater, 29 ottobre 1787

personaggi interpreti
Don Giovanni Andrea Concetti
Donna Anna Laura Giordano
Don Ottavio Pablo Karaman
Il Commendatore Christian Faravelli
Donna Elvira Agata Bienkowska
Leporello Giovanni Guagliardo
Masetto Giacomo Medici
Zerlina Carolina Lippo

direttore Roberto Parmeggiani
regia e costumi Francesco Esposito
scene Mauro Tinti
visual artist Franco Armieri
luci Fabio Rossi
coreografie Domenico Iannone
Orchestra Sinfonica G. Rossini
Coro Teatro della Fortuna M. Agostini, maestro del coro Lorenzo Bizzarri
ALTRADANZA Compagnia di Balletto diretta da Domenico Iannone
Nuova produzione Teatro della Fortuna








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-01-2013 alle 17:13 sul giornale del 10 gennaio 2013 - 608 letture

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