La fine della sirena nelle parole di una poesia

porto fano Fano 06/01/2013 - La notizia della probabile dismissione della sirena della nebbia del porto di Fano ha ispirato questi versi della Professoressa Giorgia Buccellati, diffusi alla stampa dal consigliere Giancarlo D'Anna.

Credevo di essere eterna come il mare.

Credevo che il mio suono potesse rassicurare per i secoli a venire tutti i fanesi e fosse ninna nanna per i bambini.

Il mio lamento è la voce della città nel pericolo e salva i marinai dal pericolo.

Qualcuno vuole strapparmi il cuore fatto di sangue e di altruismo.

E sostituirlo con uno figlio della tecnica.

Tu, paron, mi capisci.

Ma invece di piangere urla in nome dell'ingiustizia. Non vedi che anche le reti tremano di sdegno?

E voi, uomini e donne nei mille vicoli ,scorre il mare nelle vostre vene. Non lo ricordate? Tutte le immani tempeste avevano il dio del cielo e me vecchia sirena angelo della terra a proteggervi.

Adesso tutti i radar del mondo non hanno le mie radici che nascono dalla fosse delle Marianne.

Se mi fate morie

è come se qualcuno trafugasse per sempre la statua della Fortuna.

Io sono la voce e il respiro della cultura,

il reperto intoccabile dell'Arte che è immortale.

Paron, grida il tuo sdegno.

E ti ascolteranno.

La Sirena.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-01-2013 alle 15:50 sul giornale del 07 gennaio 2013 - 916 letture

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