Con le parole giuste: Fabio Isman racconta la statua del Lisippo

Con le parole giuste Fano 3' di lettura Fano 26/10/2012 - Per l'iniziativa "Con le parole giuste", venerdì 26 ottobre, nella sala Verdi del Teatro della Fortuna, si è tenuto l'incontro "Tutela. Patrimonio artistico. Il sommerso e il salvato" con il giornalista Fabio Isman ed i rappresentanti delle forze dell'ordine Salvatore Siena e Salvatore Strocchia.

Tante autorità fanesi presenti all'incontro, l'attuale Assessore alla Cultura del Comune di Fano Maria Antonia Cuccuzza e il suo predecessore Franco Mancinelli, lo storico fanese Alberto Berardi, il direttore della Mediateca Montanari Danilo Carbonari, l'Avvocato Cinzia Fenici del Foro di Pesaro, il pm Silvia Cecchi e il gip Lorena Mussoni, Cecilia Prete e Fernanda Marotti.

L'incontro si è aperto con la lettura dell'Art. 9 della Costituzione Italiana da parte di uno dei ragazzi dell'Istituto Nolfi presenti in sala: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione". Una lettura significativa che ha introdotto il tema centrale del dibattito.

Fabio Isman, famoso giornalista italiano, inviato speciale per Il Messaggero, da sempre interessato a casi di politica, processi, terrorismo e beni culturali, ha raccontato numerose storie di saccheggi di opere d'arte compiute nel nostro paese dal 1970 ad oggi. "Monete, vasi, statue e quadri, l'Italia ha subito un esproprio culturale e artistico enorme, 1 milione e mezzo di pezzi sono stati scavati clandestinamente e venduti a musei e collezionisti di tutto il mondo, solo 300 capolavori ci sono stati restituiti per un valore di 2 miliardi di dollari" - argomenti trattati da Isman anche nel suo libro 'I predatori dell’arte perduta' - "Il mercato nero dei beni culturali è al 3° posto dopo quello della droga e delle armi, i cosiddetti tombaroli ormai costituiscono una vera e propria industria e questo è un male enorme perché gli oggetti scavati in modo così brutale non raccontano più nulla, diventano dei semplici soprammobili".

Salvatore Siena, dell'Unità Nazionale dell'Accademia di Polizia, ha ricordato che la maggior parte di questi reati sono stati scoperti grazie ad alcuni magistrati e carabinieri coraggiosi ma soprattutto attraverso le intercettazioni telefoniche. "I traffici di opere rubate o spostate clandestinamente non sono altro che l'espressione di una criminalità organizzata transnazionale che non conosce confini" ha spiegato Siena, poi ha illustrato il funzionamento dell’Unità Nazionale dell’Accademia Europea di Polizia (CEPOL) che opera nella Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia. "Lo scopo è assicurare al territorio europeo le condizioni di giustizia, libertà e sicurezza".

Il Capitano Salvatore Strocchia, Comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Ancona, ha ripercorso la storia del "Lisippo" a partire dal ritrovamento nel mare Adriatico al largo di Fano ad opera di alcuni pescatori nel 1964. La tanto agognata scultura in bronzo attribuita all'artista Lisippo oggi si trova esposta al Getty Museum di Malibù, in California, il quale ha sempre respinto la richiesta di restituire la statua all'Italia. Una vicenda che ha poi spiegato nel dettaglio dal punto di vista legale l'Avvocato Cinzia Fenici. La vera sorpresa per i presenti è stata l'esibizione al pubblico dell'unica cosa che il nostro paese conserva del "Lisippo": una concrezione marina che si staccò nel dissotterramento delle statua dal campo di Carrara dove fu nascosta dopo il ritrovamento.

L'incontro si è chiuso con la domanda di una studentessa del Nolfi che ha espresso rammarico per il modo barbaro con cui tali opere vengono trafugate. Isman prontamente ha spiegato che i tombaroli non hanno a cuore il bene delle opere ed essendo operazioni clandestine il loro unico scopo è fare in fretta anche a costo di rovinarle. Infine, Mancinelli ha sottolineato l'importanza di riportare la contesa statua del "Lisippo" in Italia, nel luogo in cui è stata ritrovata e dai cui è stata indegnamente esportata.








Questo è un articolo pubblicato il 26-10-2012 alle 22:54 sul giornale del 27 ottobre 2012 - 1732 letture

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