'La Salute Ci Riguarda' illustra i dubbi sull'ospedale unico a Fosso Sejore

La Salute Ci Riguarda 4' di lettura Fano 24/10/2012 - Mercoledì 24 ottobre, al Centro Servizi per il Volontariato di Pesaro, si è tenuto l'incontro promosso dal Coordinamento provinciale "La Salute Ci Riguarda" per la valutazione delle recenti decisioni in materia sanitaria relative alla realizzazione dell'ospedale unico provinciale.

Quattro i punti trattati: l'Atto aziendale Marche Nord, il Project Financing, la localizzazione a Fosso Sejore ed il piano Area Vasta 1. A parlarne, Carlo de Marchi di Bene Comune, Fernanda Marotti del Coordinamento provinciale "La Salute Ci Riguarda", Marco Macci del Tribunale per i Diritti del Malato, Antonietta Spadoni della Cooperativa Sociale di Fossombrone, ed Enzo Frulla di Legambiente Pesaro Urbino.

Per quanto riguarda l'Atto aziendale Marche Nord i dubbi del Coordinamento provinciale sono relativi ai concetti di: prescrizioni, pari dignità dei due presidi, modelli organizzativi innovativi, potenziamento dell'ospedale e del territorio. "Va ricordato che la Regione, dopo 5 mesi, ha approvato lo scorso 8 ottobre l’aggiornamento dell’Atto aziendale Marche Nord, documento che pianifica l’organizzazione degli ospedali di Pesaro e Fano. Pochi però sanno che tale atto è stato approvato con due prescrizioni e che l’Azienda, prima della definitiva approvazione, è obbligata a ritrasmetterlo in Regione, aggiornato sulla base della riprogrammazione sanitaria regionale" afferma De Marchi.

"Le due prescrizioni riguardano il numero di unità operative semplici e complesse che esistono all'interno di ogni dipartimento, si tratta di aree specialistiche con a capo un dirigente ed un budget autonomo" - spiega De Marchi - "Noi chiediamo al direttore e alla giunta regionale Marche Nord che diminuiscano i primariati e li sostituiscano con unità semplici dipartimentali, perché in realtà così non si applica un vero taglio lineare ma, al contrario, un aumento. Si sta solo facendo il gioco delle tre carte e Marche Nord non deve bluffare, il taglio della spesa deve partire dal riordino delle parti che si sono accorpate". "Per quanto riguarda i rapporti tra i due presidi di Fano e Pesaro, volgiamo capire cosa si intende per pari dignità. Oggi, nel nostro territorio, abbiamo una buona medicina però manca una buona prevenzione. Sebbene a Fano abbiamo strumenti ottimi, per alcuni esami i cittadini sono costretti ad andare a Pesaro. Occorre invertire la rotta e avvicinare le prestazioni sanitarie ai cittadini, ad esempio: perché non spostare alcuni medici da Pesaro a Fano? Ovviamente perché così il cittadino al posto di rivolgersi ad un privato con una spesa media di 200 euro, ne spenderebbe solo 28. Ma in Italia non si esaltava il fatto di avere una sanità pubblica?".

"Inoltre, chiediamo: quali saranno i nuovi ruoli dell'ospedale di Fano e di quello di Pesaro? Per la nomina del nuovo capo dipartimento cosa succederà? Immagino una lotta all'ultimo sangue dato che serviranno circa 12 direttori strategici ma, mentre a Pesaro ne spetteranno 7, a Fano soltanto 1" - continuano De Marchi e Marotti - "E poi, cosa accadrà agli ospedali di Fossombrone, Cagli, Sassocorvaro, Pergola e Urbino? Come verrà gestito il processo di fusione? Il piano dell'Area Vasta 1 è troppo generico, ancora non si sa bene né dove verranno tagliati i 60 posti letto già programmati, né i prossimi 300 imposti dalla spending review in tutte le Marche". "Oggi, serve un potenziamento del rapporto tra ospedale e territorio perché purtroppo non si fa più medicina territoriale. A tal proposito, ci opponiamo fermamente alla localizzazione a Fosso Sejore, perché si tratta di una zona sensibile dal punto di vista ambientale e storico. Siamo per l'individuazione di un'altra localizzazione, ad esempio, bonificando zone in cui attualmente si trovano altre strutture ospedaliere più facilmente accessibili a tutti" afferma Frulla.

"Il project financing è un affare solo per chi investe le risorse ed il vero rischio è la privatizzazione, questa è soltanto un'altra scelta politica che sfrutta i soliti campanilismi, perché è ovvio che gli imprenditori che investiranno soldi in una grande struttura come l'ospedale chiederanno indietro un ritorno in termini di profitto che verrà concesso loro mediante la gestione dei servizi. Così non si fa altro che trasferire il debito pubblico al privato, il rischio è quello di contrarre un debito pluridecennale a carico della Regione e degli stessi cittadini" conclude De Marchi. Marco Macci e Fernanda Marotti chiudono l'incontro con un'affermazione: "Una sanità migliore si può fare con quello che già abbiamo, risparmiando e mantenendo la qualità. Crediamo fermamente che ci sia un'alternativa possibile. Questa politica continua a non tenere conto delle esigenze dei cittadini, del territorio e soprattutto dei malati. In questo modo, non solo viene a mancare la professionalità ma salta anche il passaggio democratico".








Questo è un articolo pubblicato il 24-10-2012 alle 19:43 sul giornale del 25 ottobre 2012 - 576 letture

In questo articolo si parla di fano, politica, incontro, fosso sejore, news, area vasta 1, marche nord, la salute ci riguarda, notizie fano, ultim'ora, Sabrina Giovanelli, ospedale unico fano-pesaro, Atto aziendale, il Project Financing, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/Fkd