'La Salute ci riguarda' contro l'ospedale unico: 'Basta debiti sulle spalle dei cittadini'

fosso sejore ospedale unico 2' di lettura Fano 22/10/2012 - Il Coordinamento "La Salute ci riguarda" ribadisce la propria contrarietà al project financing per la realizzazione dell'ospedale unico provinciale a Fosso Sejore.

In merito alle notizie apprese dalla stampa sulla cordata di imprenditori che sarebbe interessata alla realizzazione dell'ospedale unico, il Coordinamento "La Salute ci riguarda" ribadisce la propria contrarietà al project financing per la realizzazione di un ospedale provinciale a Fosso Sejore che, oltre a distruggere il turismo della zona, indebiterebbe l'amministrazione pubblica per generazioni.

Come ripetuto più volte, pur non essendo contrari a priori alla costruzione di un nuovo ospedale provinciale riteniamo che non sia accetabile che venga realizzato alle condizioni che si stanno prospettando, e cioè nel luogo sbagliato e ricorrendo a un indebitamento e a meccanismi finanziari rischiosi che spesso avvantaggiano i privati sottoponendo la comunità a sacrifici pluridecennali, forse senza il ricorso ad una gara pubblica e senza aver prima ascoltato il parere dei cittadini che pagheranno le conseguenze di questa decisione.

Il Project financing è un progetto imprenditoriale in cui i finanziatori erogano il credito in base ai flussi di cassa generati durante la fase di gestione del progetto, come è stato fatto per l'Ospedale Unico di Santorso di Vicenza dove ad essere privatizzati sono stati i servizi accessori come il canone di locazione dell'ospedale, i parcheggi, il servizio ristorazione, la manutenzione degli impianti, il noleggio hardware e software, conferiti in concessione pluridecennale alla società di progetto. Infatti con il project financing tutti i servizi potrebbero essere affidati ad un unica società che avrebbe il diritto di prelazione essendosi aggiudicata il progetto preliminare. La durata dell’affidamento sarebbe pluridecennale rispetto alla media dei 3/5 anni dell’affidamento tradizionale e di fatto la remunerazione al privato per ripagare la spesa di “investimento” peserebbe sui bilanci anche come un costo di esercizio.

Tutti gli oneri del finanziamento bancario (gli interessi e il rimborso del capitale) verrebbero caricati sulle risorse pubbliche attraverso le tariffe, protette dalla concessione pluridecennale. Ad esempio se il costo del lavaggio di un camice triplicasse questo andrebbe comunque a incidere anche sui servizi sanitari che dovrebbero essere ridotti per rientrare nel bilancio di spesa. I cittadini rischierebbero dunque ulteriori tagli ai servizi sanitari per poter sostenere i costi dei servizi non sanitari privatizzati.

In tempi di crisi come questi sarebbe molto più prudente evitare ulteriori aggravi alle tasche dei cittadini cercando di risparmiare con l'eliminazione immediata degli sprechi e con l'organizzazione più efficiente dei medici e delle risorse.


da Coordinamento La salute ci riguarda




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-10-2012 alle 15:21 sul giornale del 23 ottobre 2012 - 825 letture

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