Ass. Il Gabbiano: 'Per l'aeroporto di Fano bisogna puntare sulla sostanza'

aeroporto fano 3' di lettura Fano 17/10/2012 - Una rappresentanza della nostra associazione ha partecipato tra il pubblico all'audizione della commissione di garanzia comunale in merito all'aeroporto di Fano del 16 ottobre 2012.

I rappresentanti della società di gestione hanno risposto a tutte le domande dei diversi consiglieri comunali in modo da dare informazioni formalmente corrette, ma parziali e soprattutto evitando accuratamente di far tirare le reali somme della situazioine all'auditorio.

Purtroppo al pubblico era vietato fare domande, altrimenti avremmo chiesto quale gettito prevedono a fine bilancio 2012 visto che loro stessi hanno ammesso una presenza di soli 28 aerei di cui circa 15 sono hangarati nei vecchi hangar dell'aeroclub di pesaro e altri 3-4 negli hangar della yark italia, entrambi ricoveri fuori del loro controllo e che non pagano quindi a loro alcun affitto.
Affitto che loro stessi anno ammesso è la principale fonte di redito accanto al carburante è l'affitto da hangaraggio.
Chi frequenta l'aeroporto sa che la maggioranza degli aerei hangarati fuori dalla rete aeroportuale non acquista il loro carburante per vari motivi (molti sono ultraleggeri avanzati che vanno a comune benzina verde piu economica ad un normale distributore automobilistico).

Quindi, la società di gestione ci spiegasse come pensa di avere ancora un bilancio in attivo a fine 2012 senza le due principali entrate di loro pertinenza.

Riguardo agli aerei provenienti dall'estero, si è spacciata per eccezionale una situazione che è addirittura molto sotto tono rispetto al minimo che dovrebbe avere quella struttura.
Per capirlo si pensi che nel 2011 il campo volo di Senigallia (allora da noi gestito) e di ben inferiore capacità e prestigio, ha accolto circa il doppio del traffico estero dell' "aeroporto" di Fano, ivi compresi aerei ultraleggeri di cui di ultraleggero è rimasto solo il nome essendo indistinguibili (e spesso superiori tecnologicamente) dagli aerei normali ormai in netta minoranza in tutta italia.
Questo anche perche l'aeroporto di Fano, inquanto "aeroporto" è chiuso agli ultraleggeri normali che sono i nove decimi del traffico sportivo e turistico totale, traffico che invece potrebbe portare una nuova ventata di vita e lavoro in questa struttura.

Riguardo poi ai 120 ettari recintati e di loro competenza, spiegassero per favore come e da chi sono stati decisi a suo tempo, perche a noi risulta che a roma risulti ufficilamente ancora tutto il sedime aeroportuale come tale (120 ettari dentro la rete piu 33 fuori), prova ne è che anche gli hangars della yark italia sia pure in costruzione precaria anno dovuto essere autorizzati dall'Enac inquanto dentro al sedime aeroportuale; eppure come tutti possono vedere sono fuori della rete gestita dalla società di gestione.

In definitiva si è approfittato della comprensibile non approfondita conoscenza della realtà aeronautica per dare con fatti veri, ma parziali una impressione completamente errata della realtà in terribile crisi del nostro aeroporto.

Che poi su un bilancio di circa 60.000 euro, oltre 20.000 derivino, attenzione, non da produzione agricola ma da sovvenzioni europee in ambito agricolo, la dice lunga sulla situazione reale.
Anche i nuovi dipendenti che la società di gestione intende assumere, porteranno ad un aggravio di bilancio insostenibile in mancanza di un numero di aerei sufficiente ad ammortizzarli.

Per finire invece che parlare di "gioiellini" e sottendendo dinamiche legate al vano prestigio apparente, si cambi completamente rotta pensando invece concretamente al parco annesso all'aeroporto e al lavoro sia diretto che indotto, che invece potrebbe esere portato alla collettivita con un approccio più realistico.

Credo che per l'aeroporto di Fano la parola d'ordine da oggi debba essere "meno prestigio ma piu sostanza".


da Ermanno Cavallini
Ass. Il Gabbiano





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-10-2012 alle 17:10 sul giornale del 18 ottobre 2012 - 612 letture

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