Aeroporto di Fano: esistono reali possibilità di ripresa?

3' di lettura Fano 17/10/2012 - Il futuro dell'aeroporto di Fano non sembrerebbe così roseo come era stato dipinto nelle scorse settimane. Fanum Fortunae, la società aeroportuale che lo ha preso in gestione sostituendo la 'moribonda' FlyWork, ha infatti dato alla Commissione Garanzia e Controllo (formata dai Consiglieri comunali di Fano), riunitasi ieri, risposte molto fumose e poco chiare...

Tanti erano i progetti creatasi intorno al nostro aeroporto, ma a conti fatti sono veramente poche le possibilità che una ripresa possa davvero attuarsi, o almeno in tempi brevi: nel dicembre 2009 la Commissione si era già riunita davanti alla Fanum Fortunae, ma da quella data, in cui i lavori sembravano imminenti, poco si è fatto.
L'asfaltatura delle piste è ancora in forse: il progetto è sì pronto ed elaborato per ridurre al minimo l'impatto ambientale, ma l'Enac (che ancora ha la responsabilità diretta dell'aeroporto) deve mettersi in contatto con la Regione per poter avviare i lavori.

I lavori di asfaltatura entrano nel pacchetto di finanziamenti garantito dall'Enac: 1 milione e 900 mila euro, che però non dovranno essere aggiunti ai 300 mila predisposti dal Comune (utili per un distributore di carburante, mezzi anticendio, pulizia degli spazi, ecc...) e altri 300 mila dalla Camera di Commercio...La Provincia, come già detto in precedenza, non partecipa al finanziamento per poca chiarezza dell'intero progetto.

La società rappresentata dal Presidente Luigi Ferri e dal Vice Presidente Alberto Dolci, ha quasi arrancato nel rispondere alle domande, molte volte taglienti, di Luciano Benini e di Samuele Mascarin, che hanno voluto prender parola per meglio far luce su questa annosa questione: un'interrogazione che molto si è incentrata sul bilancio della società aeroportuale.

Il bilancio, come detto dagli stessi rappresentanti, non è in perdita (64 mila euro, ndr), ma in crescita rispetto al 2009 (anno di acquisizione dell'area) e al 2010, in cui si sono registrate perdite rispettivamente del 30 e del 12%: le principali fonti di reddito sono riferibili all'affitto degli hangar, alla vendita di carburante, nonchè a quella dei prodotti frutto delle porzioni coltivate di terreno.

Il traffico aereo è da riferirsi solo durante la stagione estiva: 6.000 movimenti per aerei sportivi e turistici (per lo più provenienti dall'est Europa) che non possono garantire la sopravvivenza di una struttura fatiscente come lo è l'aeroporto: l'area infatti, come si era ipotizzato nel passato, non potrà mai ospitare voli di linea come quelli provenienti dalla Croazia, in quanto non è un aeroporto commerciale.
Poi c'è la questione dell'edificio in rovina che ospita il bar e il ristorante: sarà compito della stessa Fanum Fortunae ristrutturare una struttura che ha 'solo' 17 anni di vita.

Ora non resta che aspettare, ancora!, per vedere quali sia l'effettivo futuro dell'aeroporto di Fano: fattibilità o meno di una ripresa economica nei prossimi mesi/anni, è sempre una struttura che poteva dare molto alla nostra città, ma come per altre tante questioni, non ha potuto esprimere il suo effettivo potenziale...






Questo è un articolo pubblicato il 17-10-2012 alle 16:50 sul giornale del 18 ottobre 2012 - 649 letture

In questo articolo si parla di attualità, Laura Congiu

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