Nuovo piano di sviluppo dell'aeroporto presentato dall'associazione 'Il Gabbiano'

piantina aeroporto fano 3' di lettura Fano 16/10/2012 - Con la presente, la nostra associazione "Il Gabbiano" di Fano intende proporre come unica soluzione realistica per il salvataggio dell'aeroporto di Fano, oggi oberato da un calo di traffico e da notevoli problemi anche finanziari, il declassamento dello stesso in aviosuperficie omologata.

In questo modo verrebbero meno molti dei costi e delle limitazioni che lo status di "aeroporto" di fatto impongono. Le attività, anche professionali oggi esistenti potrebbero continuare perfettamente ad operare avvantaggiati da costi inferiori e si aprirebbe a tutta la consistente utenza degli ultraleggeri non avanzati, oggi esclusa da questa struttura che rimane praticamente vuota per le sue possibilità.

Ricordiamo che l'aeroporto di Fano durante la seconda guerra mondiale ospitava più o meno con la stessa estensione oltre un centinaio di aerei assai più grandi e complessi della ventina scarsa di piccoli aerei oggi presenti. Invece che produrre reddito questa struttura ad oggi purtroppo produce debiti che prima o poi in forma di tasse ricadranno su tutta la collettività, vista la proprietà esclusivamente pubblica dei terreni.

Solo una tempestiva trasformazione in aviosuperficie permetterebbe a tutti di tirare un sospiro di sollievo e forse con l'occasione di realizzare anche simultaneamente il parco sul lato nord. Un parco di 33 ettari che sarebbe comunque enorme se confrontato anche con quello di Pesaro Miralfiore di soli 23 ettari. Anche in caso di parziale realizzazione di questa nostra proposta si assicurerebbe comunque un grande polmone verde alla città, schermando anche aerei e case (che aumenterebbero di valore) gli uni dagli altri come è oggi in voga nelle più moderne realizzazioni in tutta Europa.

La Flyng Work ed ogni altra azienda potrebbero tranquillamente continuare ad operare anche sul campo trasformato in aviosuperficie che può accogliere tranquillamente ogni tipo di lavoro aereo pensabile per Fano, compreso l'aerotaxi con velivoli ad elica e turboelica (raggio di azione fino a 4000 km). Lo stesso i paracadutisti e ogni altra realtà oggi esistente.

Purtroppo le realtà oggi esistenti sull'aeroporto di Fano sono intrappolate in una serie complessa di restrizioni ed alti costi che di fatto aumenta una spirale recessiva che rischia di portare, se non prontamente contrastata con il declassamento, un buco enorme nelle pubbliche casse, quanto meno disastroso nell'attuale momento di crisi generale.

Ricapitolando, chiediamo alla attuale proprietà pubblica, un declassamento immediato dell'aeroporto di Fano in aviosuperficie e la contemporanea concessione di permessi di montaggio di strutture smontabili da due ultraleggeri ciascuno che permetterebbero, come i posti barca del porto, di portare aerei ultraleggeri e quindi lavoro che porta ricchezza e indotto, oggi quanto mai necessario.

Il declassamento ad aviosuperficie renderebbe inoltre non necessaria la recinzione aggiuntiva che sta limitando tra l'altro numerosi cittadini fanesi nelle loro passeggiate e attività podistiche sportive intorno all'aeroporto. Accludiamo piantina dell'aeroporto di Fano con in rosso le zone di proprietà del demanio (il resto è del Comune di Fano) e un nostro piano di sviluppo alternativo comprendente anche il parco da ben 33 ettari.


da Ermanno Cavallini
Presidente associazione Il Gabbiano







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-10-2012 alle 11:13 sul giornale del 17 ottobre 2012 - 2510 letture

In questo articolo si parla di economia, fano, parco, aeroporto, piano di sviluppo, associazione il gabbiano, Ermanno Cavallini, aviosuperficie, declassamento, piantina, piano sviluppo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/E1k





logoEV