Omiccioli su Aato: 'Non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere'

hadar omiccioli 2' di lettura Fano 10/10/2012 - “Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere”. Potrebbe essere questo un nuovo detto per rispondere alle giustificazioni portate dall’ex direttore AATO, Dott. Toni, per la reintroduzione di 78 mila euro di indennità o emolumenti agli amministratori AATO, da giugno 2010 a dicembre 2011. Quando, in realtà, la legge nazionale (n. 122 del 2010, art. 5 comma 7) ne decretava l’abolizione.

Quello che occorre “vedere” sono proprio le parole di perplessità che Toni ha letto nella delibera da lui firmata per le reintroduzione degli emolumenti. Parole scritte nel parere di regolarità tecnica della delibera stessa: si mettono in guardia gli amministratori dicendo che non è previsto nell’ordinamento giuridico un potere di disapplicazione di norme di legge ritenute incostituzionali al di fuori di un giudizio costituzionale.
Vale a dire: finchè la Corte Costituzionale non delibera sull’oggetto, l’AATO o la Regione non possono legiferare o modificare leggi, soprattutto quelle di carattere pubblico-finanziario. Sta qui il conflitto costituzionale, quello di autonomia legislativa tra Stato e Regioni. Proprio Toni, per giustificare la reintroduzione degli emolumenti, si rifà a una legge Regionale intervenuta in quel frangente.
Ma quello che il diritto costituzionale impone è che una legge nazionale in materia di finanza pubblica ha il predominio sulle leggi di Enti minori, tra cui la Regione.

La prova definitiva l’abbiamo con la recente pronuncia della Corte Costituzionale che, di fronte a un ricorso sullo stesso tema da parte della Regione Puglia, così recita: “dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 5, comma 7, ultimo periodo, del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010”. Cari amministratori AATO, ci dovete dare indietro 78 mila euro!

Inoltre, nello stesso parere di regolarità tecnica della delibera firmata da Toni, si informa che “allo stato non risultano adottate decisioni simili (reintroduzione di emolumenti, n.d.r.) presso le autorità di ambito marchigiane.”
E per finire, come mai, dal 2012 di nuovo il Direttore AATO ha sospeso definitivamente le indennità? Lui dice poiché è stato introdotto un nuovo decreto che ne ha risolutivamente cassato l’erogazione. Ma delle due, una. Ha ragione ancora la Regione, visto che la legge richiamata all’inizio è ancora in vigore, o ha improvvisamente e indiscutibilmente ragione lo Stato?
Non è possibile che una volta prevalga la Regione e un’altra lo Stato: caro Toni, si chiarisca le idee, lo comunichi a chi di dovere e ci faccia ridare 78 mila euro! La nostra battaglia non termina qui.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-10-2012 alle 14:16 sul giornale del 11 ottobre 2012 - 410 letture

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