Rapa sulla tassa di soggiorno: 'In consiglio comunale un esempio di bolscevismo'

hotel 3' di lettura Fano 25/03/2012 - Dopo tanto tempo ho assistito a un dibattito consigliare, sulla tassa di soggiorno, che a me della vecchia generazione mi ha fatto venire in mente un metodo basato su una organizzazione rigorosa e disciplinata: il bolscevismo. Bolscevismo, ma a parte invertite.

Sarà per la storia di alcuni di essi (silenti e sarcastici), ma la sostanza è stata che, coloro i quali doveva essere dalla parte di una economia di mercato, pur con contorcimenti dialettici patetici, nella sostanza si sono rigorosamente e disciplinatamente sottomessi (a parte una encomiabile eccezione) ad una “progetto politico” che il buon senso “Politico” avrebbe dovuto rifiutare.

Buon senso che l’opposizione ha puntualmente proposto interpretando le aspettative degli operatori. Ci saremmo aspettati un minimo di confronto ed una più approfondita e meditata riflessione su una imposta che gli stessi operatori ne comprendono il significato e non la rigettano a priori.

In ogni famiglia, in ogni azienda quando ci sono difficoltà, si fanno i conti e poi si decidono le priorità, si tagliano le spese superflue e inutili senza però incidere sulle fonti di reddito. Ci saremmo aspettati di venire a conoscenza dei tagli agli sprechi e ai costi della “politica burocratica” che ci sono anche nel comune di Fano e soprattutto, in modo dettagliato e trasparente, quali sarebbero stati gli interventi nel turismo che un imposta di questo genere dovrebbe prevedere.

Invece NO! E’ stato detto che senza questa imposta, il bilancio non sarebbe stato nelle condizioni di sopportare i disagi ed i maggiori servizi che i turisti provocano con la loro presenza...

Ma scherziamo? Ma sanno in comune quanto incide il settore nel PIL cittadino? Ma sanno dove vanno a finire questi soldi? Personale, vitto, tasse locali e nazionali, nettezza urbana, acqua, energia, ecc...

E l’indotto? Quante sono le attività (bagnini, baristi, ristoratori, negozianti, ecc …) che beneficiano dai turisti che gli operatori fanno venire, con la loro imprenditorialità e le loro promozioni?

Si vuol forse passare l’idea che i turisti, in fin dei conti, sono una rottura di scatole per cui, se vogliono venire nella Riviera di Fano, devono pagare!! Manco fossimo Roma, Venezia, Firenze o le località turistiche del Sud Tirolo o del Trentino. E’ vero, abbiamo enormi potenzialità fino ad oggi mai sfruttate.

Però, soltanto se ci si mette attorno ad un tavolo , in modo serio e trasparente, per definire le strategie ed i programmi pluriennali, le attività promozionali e di accoglienza, gli interventi infrastrutturali e strutturali, le nostre potenzialità potranno essere valorizzate e gli stessi operatori collaborerebbero con convinzione a riscuotere la tassa di soggiorno che i turisti sarebbero disposti a pagare senza problemi.

E allora, posticipare di 6 mesi questa tassa che dovranno sborsare gli operatori (i nostri prezzi li dobbiamo fare a Ottobre dell’anno prima) sarebbe stata una intelligente ed equilibrata soluzione che avrebbe accontentato tutti.

Invece la cultura “bolscevica”, nel solo interesse di intrighi politici, a Fano impera ancora.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-03-2012 alle 23:00 sul giornale del 26 marzo 2012 - 445 letture

In questo articolo si parla di politica, hotel, Bruno Rapa

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