Forbici: 'In Italia in 10 anni sono morti 2556 ciclisti'

biciclette Fano 21/03/2012 - La scorsa settimana due incidenti gravi con vittime i ciclisti: un uomo morto a Pesaro mentre attraversava con il semaforo verde e una donna a Senigallia schiacciata da un auto contro un muro.

Non è giusto che in Italia in 10 anni siano morti 2556 ciclisti che si muovevano con un mezzo che non fa rumore, non inquina e non uccide.

Non è fatalità che il 40% delle vittime di incidenti stradali in ambito urbano siano pedoni e ciclisti e di questi più della metà persone over 65*.

Le auto danno sempre più sicurezza a chi le guida: gli airbag danno sensazione di invulnerabilità; la marcia più confortevole e silenziosa non fa rendere conto della velocità.
In effetti, le statistiche dicono che negli ultimi anni i morti per incidenti stradali sono diminuiti, ma non sono diminuiti i morti tra ciclisti e pedoni (circa 1000 ogni anno).

Le auto uccidono: a 70 km orari l'impatto con il pedone o il ciclista è mortale nel 90% dei casi, mentre a 30 all'ora la percentuale scende al 10%.

Una giornalista del Times a gennaio è stata uccisa a Londra mentre andava al lavoro in bicicletta, da lì è partita la "campagna salvaciclisti" che si sta diffondendo in tutto il mondo: http://piciclisti.wordpress.com/2012/02/08/salviamo-i-ciclisti/

Per "salvare i ciclisti" la FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) cui For-Bici aderisce, rilancia in Italia la campagna promossa dal Times, che ha proposto al Parlamento Inglese questi 8 punti:

1. Gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote.
2. I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati, ripensati e dotati di semafori preferenziali per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti presenti sul lato.
3. Dovrà essere condotta un’indagine nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Italia e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti.
4. Il 2% del budget dell’ANAS dovrà essere destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione.
5. La formazione di ciclisti e autisti deve essere migliorata e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una parte fondamentale dei test di guida.
6. 30 km/h deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.
7. I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla Barclays
8. Ogni città deve nominare un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme.

Più biciclette e più mezzi pubblici: è questo l’unico futuro possibile per le nostre città.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-03-2012 alle 12:53 sul giornale del 22 marzo 2012 - 329 letture

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