Fli sulla cittadinanza ai figli d'immigrati: 'D'accordo con Ricci'

Futuro e libertà| Fano 20/03/2012 - Futuro e Libertà Pesaro Urbino condivide pienamente le parole del presidente della nostra provincia Matteo Ricci e plaude alla sua iniziativa di conferire la cittadinanza onoraria ai giovani italiani figli di immigrati.

Nella nostra regione si è passati da una incidenza dell’1,5% degli stranieri sul totale della popolazione scolastica marchigiana nell’anno scolastico 1998-1999, all’8,8% nell’anno scolastico dello scorso anno; Più nello specifico, gli studenti stranieri rappresentano il 9,5% nelle scuole d’infanzia, il 10% nelle scuole primarie, il 19,5% nelle scuole secondarie di I grado e il 6% nelle scuole secondarie di II grado.

In ogni dibattito politico verifichiamo che il tema è di quelli che smuovono gli umori di pancia dell’opinione pubblica: xenofobia(in questo caso ingiustificata e quindi più stupida), tolleranza e legittime istanze di sicurezza che si mescolano in un puzzle confuso il cui rischio è quello di dimenticare che a fronte di clandestini e delinquenti ve ne sono molti di più che ogni giorni aprono un impresa, soprattutto nei servizi, che lavorano regolarmente ,che iscrivono i propri bambini nelle scuole italiane (mezzo milione in Italia nel 2011) o che mettono da parte somme di denaro per far studiare i figli nelle nostre università spinti da una forma di riscatto simili a quella che nel dopoguerra ha significato il nostro rilancio economico.

La nostra sfida deve essere di rendere possibile che il bambino figlio di immigrati che nasce oggi nell’ospedale di Pesaro o Fano e che tra qualche giorno verrà per la prima volta nella sua e nostra città possa essere nel 2040 un professionista o un lavoratore specializzato ben lontano quindi dagli stereotipi del delinquente che vive di espedienti o del venditore di strada, per questo chi si occupa di politica deve essere in grado di immaginare e costruire risposte sostenibili perché se l’immigrato e la sua prole diventa un emarginato oppure un imprenditore dipende in primo luogo dal tipo di politiche che perseguiamo.

Si può discutere poi sull’ipotesi di garantire automaticamente la cittadinanza o se questa deve scaturire da una serie di fattori come ,ad esempio la stabilità del nucleo familiare o un minimo di percorso scolastico in maniera tale da non darla a chi è solamente in transito nel nostro paese.

Gli amministratori locali devono chiedere al parlamento più poteri e responsabilità: dall’implementazione amministrativa delle regolarizzazioni alla gestione dell’accoglienza e dell’integrazione dei nuovi arrivati in virtù di quel principio della sussidiarietà, di matrice cristiana prima ancora che comunitaria, secondo cui l’intervento della mano pubblica deve attuarsi al livello più vicino al cittadino e soprattutto servono fondi maggiori per una programmazione intesa come messa a punto degli strumenti per risolvere la complessità del presente e dell’avvenire perché è proprio del futuro di questi bambini che dobbiamo preoccuparci nell’affrontare una materia tanto delicata come l’immigrazione sapendo coniugare dialogo interculturale e sicurezza dei cittadini, occorre per questo, come disse venti anni fa Beniamino Andreatta in un convegno della CEI, "lungimiranza e coraggio perché questo fenomeno in una società complessa non può essere lasciato allo spontaneismo".

Speriamo che il nuovo governo e le forze parlamentari sappiano avere il coraggio di una scelta non più rinviabile, noi di FLI faremo la nostra parte.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-03-2012 alle 00:00 sul giornale del 20 marzo 2012 - 450 letture

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