Comitato difesa Santa Croce: 'Siamo mobilitati contro una linea arrogante'

6' di lettura Fano 17/03/2012 - Nella conferenza stampa di sabato mattina, indetta dal Comitato per la difesa del Santa Croce e della sanità della vallata del Metauro e del Cesano, sono state affrontate alcune delle problematiche attuali riguardo al delicato argomento della Sanità pubblica, al fine di spingere a utili riflessioni.

Il primo a parlare è Saverio de Blasi, del coordinamento per la difesa del Santa Croce, seguito come sempre dalle forze politiche de La Destra, Fano 5 stelle (oggi assente), Lega Nord e dal consigliere regionale Pdl Giancarlo D’Anna.

De Blasi spinge su alcuni temi importanti, primo fra tutti quello dei posti letto: "la pari dignità e il rispetto sono presupposti basilari in un sistema di questo tipo, e la media di posti letto italiana, paragonata a quella europea, è sempre più deludente confrontando i vari grafici con il passare degli anni. Una rete di servizi territoriali scarsa e da migliorare su molti fronti, e sul piano nazionale e sul piano regionale, dato che le Marche si trovano per adesso a metà classifica rispetto alle altre regioni. E allo stesso tempo, la nostra Provincia, andando ancora più nello specifico, risulta deficitaria addirittura confrontata con le altre della Regione da questo punto di vista. Nonostante questo, per far comprendere meglio la difficile situazione, la media attuale di 2,7 posti letto per adulti ogni 1000 abitanti di Fano, Pesaro e Urbino appare rosea in confronto agli altri ospedali minori come Pergola o Fossombrone che raggiungono a malapena 1 posto letto per adulto. La mancanza inoltre di un reparto chirurgia nel primo citato, è una forte problematica unita al fatto di mancanza di strumenti di rianimazione necessari in caso di emergenza.

Tornando nello specifico al Santa Croce, la diminuzione di posti letto dal 2010 al 2011 continua a essere indice del fatto che qualcosa deve cambiare, insieme all'altro tema essenziale ovvero la valorizzazione delle professionalità esistenti. Esempio lampante è il reparto di Ortopedia una volta rinomato e oggi ridotto di 7 posti letto, con una un'unica sala operatoria contro le due del passato, l'impossibilità di operare traumi per l'assenza di visori specifici e la scelta di non operare nel week-end. Non sussiste nessun gioco di squadra fra Pesaro e Fano, e siamo di fronte a un esempio di mobilità passiva, considerando anche la scomparsa di figure importantissime come quella del Dott. Paolo Gusella, figura di esperienza trentennale, specializzato in agoaspirati, senologia e citopatologia oltre ad analisi vetrino, assente nella struttura dal 1 Gennaio a causa del fatto che il suo compenso annuale veniva considerato un onere troppo costoso, ed è conteso al momento da tutti gli ospedali della Regione."
Prende poi la parola Federico Sorcinelli, La Destra, il quale punta il dito contro l'assenza di ambulanze dopo le ore 20, vista la riduzione ad una sola unità e il potenziale intervento di una seconda da Pesaro e da Marotta. "Numerosi sono i casi di intervento tardivo a causa di questo problemi, che in determinate situazioni protraeva i tempi di attesa dai 45 minuti fino addirittura alle 3 ore, nei casi di piccole località difficilmente raggiungibili. Il problema risiede anche nella presenza di un unico medico nel pronto soccorso in tarda notte e la soluzione proposta consiste in due ambulanze a disposizione, con un medico e un infermiere, insieme all'apporto di un auto medicalizzata guidata da un operatore in grado di valutare il codice dell'emergenza. Il fatto inoltre che le ambulanze siano prese in affitto da una S.R.L. e non siano di proprietà della Sanità la dice poi lunga sul fatto che si potrebbero risparmiare centinaia di migliaia di euro in opere pubbliche inutili, in modo da riversarle nel più importante ambito della sanità."
Roberto Zaffini, consigliere regionale Lega Nord, critica invece i tempi di attesa, dopo varie indagini e telefonate di prenotazione, di mammografie (150 giorni) ed ecografie all'addome (100 giorni), chiedendosi il perchè la grandezza e l'importanza di un ospedale sia direttamente proporzionale al numero di giorni di attesa cui devono sottostare i cittadini, e non sia invece il contrario. Altro punto è la professionalità delle figure impiegate, le quali il più delle volte vengono assunte con contratti precari senza spingere sulla costruzione di figure stabili e di esperienza, nonostante gli investimenti. E anche Zaffini torna sulla questione del Pronto Soccorso: "Ricci aveva promesso primari in entrambi i presidi ma la realtà per adesso è ben altra: ovvero un unico primario a Pesaro. Un altro dato negativo sono le 37000 richieste annuali al pronto soccorso, 27000 delle quali di codici bianchi e verdi. Un problema comune ma che deve essere affrontato con una migliore organizzazione senza che il cittadino subisca ore e ore di attesa, soprattutto nel caso di anziani che vedono il problema acuito sulla loro pelle per ovvi motivi. E soprattutto speriamo che i grossi investimenti impiegati nell'allargamento del pronto soccorso dall'Assessore Mezzolani siano funzionali e portino a risultati concreti in breve tempo".
Infine, Giancarlo D'anna, Vice Presidente della Commissione Sanità e presidente Gruppo Misto, si riallaccia al nome di Mezzolani per condannare sia gli episodi di lettere anonime che hanno colpito entrambi sia il comportamento del Rotary Club di Fano che nella cena/incontro di venerdì scorso non ha accolto minimamente il suggerimento di invitare anche esponenti del “fronte del no”, escludendo così dal dibattito persone che volevano essere presenti. Anche lui critica inoltre Ricci: "la promessa di quest'ultimo di poter usufruire di camere operatorie che sarebbero entrate in funzione nel 2011, è caduta nel nulla nonostante l'ingente spesa affrontata, e mette in risalto l'incapacità del Presidente della Provincia nel gestire l'azienda Ospedali Riuniti Marche Nord. Per questo grave fatto chiediamo le sue dimissioni e condanniamo la differenziazione di trattamento fra le varie province, riguardo al tema dell'Ospedale Unico, che ha portato ad un potenziamento delle strutture sotto Ancona, come i casi di Senigallia e Jesi, lasciando invece al suo destino Pesaro e Fano. Attualmente, ciò che era di proprietà del Comune è passato all'ASUR, e chiediamo a gran voce che la struttura appartenga di nuovo realmente ai suoi cittadini essendo un patrimonio della città di Fano. Mi chiedo inoltre: riguardo alla RSA di Fano, che fine ha fatto l'accordo fra regione e comune?"
Si conclude così un dibattito sul quale mette la firma De Blasi: "la nostra è una mobilitazione nei confronti di una linea arrogante che ci costringe a difenderci da chi invece dovrebbe svolgere quel ruolo".







Questo è un articolo pubblicato il 17-03-2012 alle 14:13 sul giornale del 19 marzo 2012 - 1026 letture

In questo articolo si parla di attualità, politica, santa croce fano, Luca Aiuola

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