Comitati in rete sulla verifica di impatto ambientale: 'Verso l'oligarchia'

5' di lettura Fano 18/03/2012 - “Il fine giustifica i mezzi”, ce lo avevano già detto in altre occasioni, e la costruzione di leggi fatte ad hoc per assecondare gli interessi finanziari e i disegni industriali di pochi oligarchi è cosa nota in Italia, un paese martoriato da una cementificazione generale, un paese in cui le scelte di pochi pesano sull’ambiente, sulla salute, sul paesaggio, patrimonio di tutti.

E’ accaduto che, nonostante le proteste delle associazioni interessate, molti comitati e associazioni, letta la proposta della nuova legge regionale sulla VIA, si siano immediatamente attivati per comunicare agli organi regionali la propria contrarietà verso un disegno gravemente lesivo dei diritti dei cittadini e delle prerogative degli Enti locali, accentratore, e in molti punti in contrasto con l’applicazione delle direttive europee.

E così, nell’ottobre 2011, Italia Nostra – Sezione di Pesaro e Fano – Pesaro, il Coordinamento Provinciale dei Comitati Pesaresi, l’associazione Marche per Rifiuti Zero, il comitato C.I.T.A.S. di Barchi (PU)e il Comitato Sviluppo Sostenibile Valcesano – Mondavio (PU) avevano comunque presentato una serie di emendamenti, ora, a leggere la Proposta n.139 già passata al vaglio delle Commissioni permanenti e del Consiglio delle autonomie locali, in pratica tutti rigettati.
In sostanza, con il pretesto di adeguare la normativa regionale alla disciplina nazionale e comunitaria, l’Assemblea Legislativa della Regione Marche si appresta ad approvare una legge che stravolge le procedure per il rilascio di autorizzazioni alle attività e agli impianti particolarmente impattanti.

Eccone alcuni punti salienti:

1. In contrasto con la normativa nazionale e comunitaria vigente gli Enti locali, ovvero i Comuni interessati dagli impatti dell’attività proposta, esprimeranno dei meri “contributi istruttori” anziché delle “Determinazioni”, al pari dell’ARPAM o del Corpo Forestale dello Stato! L’autorità procedente, ovvero il funzionario regionale o provinciale, a seconda della competenza, una volta raccolti detti “contributi istruttori”, avrà facoltà di valutarli ed a lui spetterà la decisione di rilasciare o meno l’autorizzazione! Una palese violazione delle funzioni e delle prerogative attribuite ai Comuni e ai Sindaci.

2. Anziché assicurare il coordinamento delle fasi analoghe fra i vari procedimenti VAS, VIA, AIA, Autorizzazione Paesaggistica, per evitare la sovrapposizione di fasi identiche nei vari procedimenti e garantirne la celerità, la proposta di legge regionale prevede il rilascio di un unico provvedimento che, come noto attiene a materie completamente diverse. Basti pensare che persino la disciplina nazionale tiene distinte le procedure di rilascio delle autorizzazioni ambientali (Disciplinate dal codice dell’ambiente D.L.vo 152/06) da quelle per le autorizzazioni paesaggistiche (Normate dal D.L.vo 42/2004, proprio in virtù della specificità delle materie.

3. Curiosa è anche la circostanza che si continui ad eludere la “Valutazione di Impatto Sanitario” e che si perseveri nell’escludere dalla valutazione dei progetti strutture quali l’ASUR Marche, cui dovrebbe spettare il compito di verificare che gli impatti e le emissioni, singolarmente e cumulativamente con le attività avviate nella zona di interesse o comunque approvate, non determinino un pericolo per la salute. E dire che è previsto il parere del Corpo Forestale dello Stato per quanto attiene alla vegetazione!

4. Gli oneri istruttori, ovvero i cospicui importi versati dalle ditte proponenti non verranno in parte rimessi ai Comuni, che continueranno a dover effettuare l’attività istruttoria e le azioni a salvaguardia del territorio e dei cittadini a proprie spese. Un “raffinato” disincentivo all’”ingerenza” degli Enti locali nelle decisioni dei pochi funzionari regionali e provinciali preposti!

Fin qui la proposta di legge scritta, guarda caso, da coloro che dovranno applicarla, ovvero dai funzionari dell’Ufficio Ambiente della Regione Marche – P.F. Valutazioni e Autorizzazioni Ambientali che, è il caso di dire… pretendono di suonarsela e cantarsela! Peggiorative le modifiche apportate dalle Commissioni permanenti. Basti pensare che il deposito del progetto sottoposto a procedura di verifica di VIA, secondo le commissioni, dovrà essere effettuato non più in tutti i comuni interessati dagli impatti dell’attività, com’è stato finora, bensì solo in qui comuni in cui ricade anche parzialmente l’attività stessa.

Si tratta di un vero e proprio colpo di mano, che accentra in Regione il governo di ogni fetta di territorio... Ma ecco che i nostri oligarchi si organizzano per scendere a valle e spiegare a noi, imbelli cittadini, le loro decisioni: la proposta di legge prevede infatti anche delle assemblee aperte a tutti durante le quali i progetti (da approvare) verrebbero spiegati al popolino. Grazie, governatore, grazie funzionari!

Grazie anche di averci fatto capire a chi servirà presto questa legge, facciamo un esempio: è notizia di questi giorni che la società Indipendent Energy solutions ha presentato richiesta ministeriale per ottenere l’autorizzazione a stoccare biossido di carbonio nel fondale marino compreso tra Fano e Senigallia... e cosa scopriamo nell’allegato A1 del disegno di legge 139, che verrà discusso in Regione martedì? Che una modifica ai testo include in tali procedure semplificate “gli impianti per la cattura di flussi di CO2”, e all’allegato A2 sono inseriti gli “oleodotti e gasdotti e condutture per il trasporto di flussi di CO2 ai fini dello stoccaggio geologico”. Sembrerebbe una maggior tutela, il fatto che dette attività vengano sottoposte a VIA, ma, al contrario, l’intento pare proprio quello di sottrarre la decisione su detti impianti agli Enti locali e alle comunità interessate.

cittadini, difendiamoci da questa legge per difendere il nostro futuro!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-03-2012 alle 22:15 sul giornale del 19 marzo 2012 - 440 letture

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