Interventi costieri: qualcosa si muove

spiaggia Marotta 3' di lettura Fano 13/03/2012 - Uno dei problemi più complessi e articolati della regione è sicuramente quello della difesa della fascia costiera marchigiana. Su questo argomento assai articolato dal punto di vista tecnico ed economico, la Commissione consiliare della regione Marche, Territorio e Ambiente, ha presentato una Mozione in Consiglio regionale come reale conclusione dei molteplici incontri tenuti sul territorio regionale ai quali hanno preso parte i consiglieri regionali, i Presidenti dei Gruppi consiliari, tecnici e dirigenti regionali.

Plurimi gli argomenti per i quali la IV Commissione, Presieduta da Enzo Giancarli, intende impegnare la Giunta regionale su questo argomento: attuare una politica di coordinamento degli interventi di difesa marittima e fluviale, anche al fine di utilizzare gli eventuali sovralluvionamenti prioritariamente per la ricostruzione delle spiagge erose mantenere in efficienza le scogliere esistenti, attraverso opere di manutenzione adeguate. Inquadrare gli interventi e le azioni di ripascimento nell'ambito di un quadro organico di programmazione, allo scopo di evitare la mera logica dell'emergenza. Tutelare i tratti di costa rimasti liberi da difese rigide, adottando per essi quanto previsto dalla normativa comunitaria in materia di arretramento delle infrastrutture nei casi in cui sia dimostrata la non economicità degli interventi difesa della costa. Adoperarsi per la costituzione di un tavolo permanente Ferrovie – Regioni al fine di stabilire in modo concertato un programma operativo per la realizzazione di interventi di protezione della linea ferroviaria con difese radenti.

Destinare al problema dell'erosione costiera risorse finanziarie adeguate oltre a dotare la Regione Marche di un rapporto ambientale sulle acque marine sotto costa che individui i valori di balneabilità sia storici che attesi, le biocenosi caratteristiche del litorale marchigiano, con particolare riferimento alle aree protette e le fonti di nuovi inquinanti, nonché di un rapporto sul valore economico delle spiagge della Regione al fine di valutare in termini di costi-benefici gli investimenti da effettuare per la salvaguardia della costa.

Le considerazioni poste alla base della mozione sono relative al fatto che le opere di difesa rigide (scogliere emerse e sommerse, pennelli) oltre ad avere elevati costi di manutenzione, hanno nel tempo comportato un avanzamento della linea costiera a causa del blocco del flusso dei sedimenti lungo riva, aggravando di fatto l'erosione nei tratti di litorale non protetti, provocando un degrado paesaggistico con conseguente riduzione del valore economico della spiaggia. La risposta più efficiente al problema è quella di privilegiare opere di difesa costiera morbide (ripascimenti), che hanno un minor impatto sulle spiagge e consentono di preservare maggiormente i valori paesaggistici originari e tali interventi devono essere comunque compiuti secondo principi di sostenibilità ambientale. Inoltre è necessario garantire il riequilibrio del bilancio sedimentario all'interno dell'unità fisiografica costiera locale tra i sedimenti apportati dai corsi d'acqua, quelli erosi dalle spiagge e quelli trattenuti dalle opere antropiche.

Va infine evidenziato che la Regione Marche ha redatto nel 2010 un rapporto sullo stato di attuazione del Piano di gestione integrata delle aree costiere, relativo al periodo 2004 – 2010, dal quale è emerso che rispetto ad una previsione di spesa di 167, 50 milioni di euro, con una proiezione temporale di sette anni, sono stati stanziati ed impegnati 59,72 milioni di euro nel periodo di riferimento, di cui il 30 per cento degli investimenti effettuati (16,7 milioni di euro) è stato finalizzato alla manutenzione delle opere rigide di difesa costiera esistenti. Dal rapporto in questione risulta altresì che, per quanto riguarda l'approvvigionamento del materiale destinato ai ripascimenti, il Piano indicava come prioritario il ricorso a cave di tipo sottomarino, mentre gli interventi realizzati dal 2004 al 2010 hanno trovato la loro principale risorsa disponibile dalle cave di tipo terrestre.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-03-2012 alle 16:33 sul giornale del 14 marzo 2012 - 1313 letture

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Sì, la costa. Quando arrivano le onde del mare.
Come nella vignetta di qualche anno fa (in mostra nella rassegna di satira a Fano) col mare arrivato fin sotto l'arco d'Augusto! Mentre si continua a parlare, parlare, parlare...