'Colazione da Tiffany' in scena al Teatro della Fortuna

Fano 06/03/2012 - Se si pensa di sapere tutto su Colazione da Tiffany per averne visto il celeberrimo film con la Hepburn e Peppard bisogna dire che così non è. Pur essendo divenuta una delle pietre miliari del cinema hollywoodiano, la pellicola di Blake Edwards del 1961 si discosta tantissimo dalla storia originale scritta tre anni prima da Truman Capote nel suo più famoso romanzo breve.

Più aderente al libro la riduzione teatrale di Samuel Adamson, che il regista Pietro Maccarinelli ha messo in scena nella versione italiana che sarà al Teatro della Fortuna di Fano, sabato 10 e domenica 11 marzo, nell’ambito di FanoTeatro, stagione di prosa della Fondazione Teatro della Fortuna in collaborazione con Amat.

A vestire i panni italiani della fragile e selvatica Holly/Lulamae Golightly e dello spiantato scrittore William Parsons, Francesca Inaudi e Lorenzo Lavia, due giovani attori, entrambi noti anche al grande pubblico, con un cammino partito dalla stesso punto: il teatro. Lorenzo è infatti figlio di un celebre padre, Gabriele Lavia, con il quale ha calcato le scene più e più volte sapendo contemporaneamente crearsi una propria brillante carriera, della quale il teatro è rimasto il fulcro ma con partecipazioni anche cinematografiche e, ancor più, televisive. Francesca Inaudi è in questo momento una delle attrici più richieste da cinema e televisione. Ma anche lei artisticamente nasce in teatro, allieva della Scuola del Piccolo di Milano, nel quale ha iniziato a recitare nel 1996.

A loro il compito di mettere in scena la storia narrata nel libro di Capote. Siamo nel 1957 e William incontra il barista del ritrovo di tanti anni prima, che lo invita a ripercorrere i tempi del suo vecchio appartamento nell’East Side. William ricorda il 1943, anno in cui conobbe Holly Goligthly, cover girl americana del sud arrivata a New York, un po’ lolita cresciuta, un po’ traviata. Intorno a lei molti personaggi, a volte equivoci, spesso fatui, del mondo un po’ ridicolo e patinato dell’East End newyorkese. A provocare un cortocircuito emotivo è l’arrivo, dal Texas, del suo primo marito, Doc Golightly. La storia si complica e vanno a monte i suoi progetti di matrimonio con un diplomatico brasiliano. Holly decide di partire comunque da sola per il Brasile dove vuole incontrare “i venti miliardari più ricchi di ogni razza e di ogni colore”. Da qui si perdono le sue tracce. Una lettera di Holly all’editore di William dice che avrebbe fatto conoscere il suo indirizzo quando l’avesse saputo lei stessa; l’indirizzo non si conoscerà mai e Holly entrerà ancora una volta, nell’immaginario collettivo di tutti noi.

Questa storia ci racconta molto anche del suo autore. Forse sua madre, Nina Capote detta Lilli Mae, è la prima ispiratrice della figura di Holly/Lulamae. Anche Nina come Holly si sposa in giovanissima età e lascia il marito, ribellandosi al rigido moralismo americano degli anni ’30,’40. Anche Nina attraverserà, come Holly, la vita in punta di piedi spargendo sugli altri leggerezza e buonumore, con un’ebbrezza dall’amaro retrogusto di una insondabile malinconia. “Il nostro spettacolo – spiega Maccarinelli nelle note di regia - ha voluto ispirarsi al mondo di Truman Capote, alla sua biografia e, cercando di mantenerne leggerezza e malinconia, raccontare attraverso William/Truman e Holly/Lulamae la vera storia di Colazione da Tiffany.”

Con Lavia e la Inaudi in scena gli attori Mauro Marino, Flavio Bonacci, Anna Zapparoli, Vincenzo Ferrera, Giulio Federico Janni, Cristina Maccà, Ippolita Baldini, Riccardo Floris, Pietro Masotti. Le scene dello spettacolo prodotto da Gli Ipocriti, sono di Gianni Carluccio, i costumi di Alessandro Lai.

Inizio spettacoli: sabato ore 21.00; domenica ore 17.00.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-03-2012 alle 23:23 sul giornale del 07 marzo 2012 - 418 letture

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