Cittadinanza a figli di stranieri, La Destra: 'Prima pensiamo agli italiani'

La Destra Fano 05/03/2012 - Traggo spunto da alcune osservazioni mosse dal consigliere comunale Torriani, caduto vittima, a mio avviso, del solito buonismo in virtù del quale, per pensare troppo agli stranieri che vivono in Italia, si tralascia di pensare ai gravi problemi che attanagliano gli italiani.

La questione della cittadinanza deve essere affrontata in maniera seria, poiché si tratta di un tema assai delicato. Non ho gradito affatto le accuse mosse dal Torriani a quanti in consiglio comunale non hanno votato come lui a favore della mozione sull’estensione della cittadinanza ai figli degli immigrati. Trovo disgustose e quindi altamente offensive le accuse di xenofobia rivolte a chi non si è trovato d’accordo coi consiglieri di sinistra.

L’acquisizione della cittadinanza deve avvenire in maniera graduale e, soprattutto, dopo il compimento di un percorso fatto di integrazione, acquisizione della lingua e rispetto dei valori e delle tradizioni storiche e culturali del paese ospitante. E’ chiaro che quanti vengono in Italia per lavorare onestamente e dimostrano di accettare e rispettare le leggi dello Stato Italiano, hanno il diritto di poter richiedere la cittadinanza italiana, cosa che l’Italia, al pari degli altri paesi, non nega.

In verità, stiamo assistendo negli ultimi anni ad un quotidiano tentativo di mistificazione della realtà ad opera di certa sinistra che, in nome di un becero e peloso buonismo, ignora le numerose vittime italiane di soprusi e di atti criminosi perpetrati anche dagli stranieri (come se non bastassero i nostri criminali ad affollare le carceri). Ricordo la città di Roma giustamente listata a lutto per il grave crimine contro la bimba cinese brutalmente uccisa assieme al suo papà.

Purtroppo non ricordo medesime attestazioni di solidarietà e di affetto per la famiglia del vigile milanese brutalmente ucciso mentre svolgeva onestamente il proprio lavoro. Infine, credo che l’integrazione degli immigrati debba costituire una condizione imprescindibile perché si possa concedere la cittadinanza; diversamente, si corre il rischio di trasformare in cittadini italiani anche coloro che di regole e leggi italiane non ne vogliono sapere.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-03-2012 alle 21:16 sul giornale del 06 marzo 2012 - 430 letture

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